Assassin’s Creed Unity: è arrivata l’ora di cambiare

Assassin’s Creed Unity: è arrivata l’ora di cambiare

Con Assassin’s Creed Unity Ubisoft ritorna su un terreno già battuto, piuttosto che passare a un’ambientazione completamente nuova ed esplorare nuove possibilità del genere di combattimento o free running. Mi chiedo perché.

Assassin’s Creed Unity ritorna all’ambientazione che gli è più confacente, ossia l’Europa. Di un ritorno infatti si tratta, poiché la serie ha già visitato il vecchio continente con Assassin’s Creed II ambientato in Italia. Questa volta, invece, il nuovo gioco si svolge a Parigi, in Francia, durante la Rivoluzione francese.

C’è da aggiungere che anche i protagonisti principali della serie sono tutti più che conosciuti: tutti uomini, di origine prevalentemente europea. Gli unici casi in cui è stato possibile giocare con le minoranze etniche sono stati Assassin’s Creed III: Liberation e i contenuti scaricabili di Assassin’s Creed IV: Black Flag.


Dopo Black Flag, Ubisoft ha avuto la possibilità di passare a un’ambientazione che è stata menzionata prima nell’Universo espanso, ma mai in un vero e proprio gioco: l’Asia. Questa volta, invece, ha preferito andare sul sicuro utilizzando l’Europa. Non si tratta di una critica relativa alla grafica o al gameplay nel suo complesso, ma si tratta di una domanda vera e propria: mi chiedo infatti perché Ubisoft non desideri passare a una nuova ambientazione.

La mia storia con Assassin’s Creed

Quando Ubisoft lanciò Assassin’s Creed per la prima volta nel lontano 2007, per PlayStation 3 e Xbox 360, lo degnai di poca attenzione, sebbene l’ambientazione nel periodo della terza crociata e Altaïr Ibn-La’Ahad come personaggio principale mi avessero incuriosito. La prima volta che mi sono cimentato davvero con il gioco ho affrontato Assassin’s Creed II ed Ezio Auditore da Firenze.

Assassin's Creed II

Sebbene Desmond Miles fosse il vero protagonista di tutta la serie, trovai la caratterizzazione di Ezio molto interessante e ricca di sfaccettature nella sua intera trilogia personale ambientata nel Rinascimento. Ho saltato Assassin’s Creed III, perché ho avuto l’impressione che Ubisoft non avesse aggiunto molte novità a livello di gameplay. Anche se l’ambientazione nell’America coloniale sembrava certamente interessante, il nocciolo del gioco non era cambiato.

Assassin's Creed III

Quando ho acquistato la PlayStation 4, Assassin’s Creed IV: Black Flag non compariva nemmeno nel mio personale elenco di giochi da acquistare, ma Amazon me l’ha offerto gratuitamente. Il gameplay sulla terra ferma oscillava tra accettabile e fastidioso, mentre quello in mare era più divertente. Ancora una volta il mio problema era che non mi sembrava molto diverso da Assassin’s Creed II ad eccezion fatta dell’ambientazione e del fatto che avevo deciso di non diventare un pirata degli abissi, ma uno straordinario pescatore.

Assassin's Creed IV Black Flag

Ora è uscito Assassin’s Creed Unity.

Ripulisci, ricicla, ripeti

Non posso certo biasimare Ubisoft, da un punto di vista strategico, per essere rimasto in territori familiari. Assassin’s Creed III e Assassin’s Creed IV: Black Flag avevano un feel molto diverso, poiché c’era maggiore attenzione alla natura e al mare aperto. Dunque le due edizioni precedenti hanno avuto la possibilità di sorprendere gli appassionati passando a un contesto e a un’ambientazione storica completamente nuovi.

Probabilmente, Ubisoft sta lavorando a un’enorme trama e intende raccontare una storia ben precisa, ma, sostanzialmente, quello che mi pare di intravedere nell’intero gioco è che tutte le edizioni di Assassin’s sono state marcatamente europee, almeno dalla prospettiva del giocatore. Liberation ha invertito questa tendenza con Aveline de Grandpré, di discendenza africana e francese. Un altro enorme punto a favore è che è il primo personaggio femminile.

Assassin's Creed III: Liberation

Credo che il risultato sarebbe stato straordinario se la trama di Assassin’s Creed: Black Flag si fosse concentrata maggiormente sullo schiavo affrancato Adéwalé, piuttosto che su Edward Kenway. Infatti, era possibile giocare nel ruolo di Adéwalé come assassino soltanto nei DLC di Grido di libertà.

Grande interrogativo: perché Ubisoft ha paura di utilizzare personaggi principali appartenenti a minoranze etniche?

Assassin’s Creed: Liberation è stato lanciato per la prima volta su PlayStation Vita nel mese di ottobre 2012, ma la versione remastered è stata immessa sul mercato soltanto a gennaio 2014. Aveline de Grandpré è l’esempio perfetto di come la scrittura possa creare un personaggio convincente. Con Unity mi sono stancato dell’Europa, di avere a che fare con un cast di origine prevalentemente caucasica e di muovermi in un’ambientazione familiare.

Assassin's Creed IV Black Flag Freedom Cry

L’assenza delle minoranze

Jade Raymond ha smentito le voci che volevano Assassin’s Creed Unity ambientato in Giappone e ha aggiunto che la storia si sarebbe svolta, invece, nel suo periodo storico preferito.

Ma non abbiamo già visto panorami europei e americani a sufficienza nelle precedenti edizioni del gioco? Perché Ubisoft non vuole fare neanche un tentativo per sorprendere i propri fan, utilizzando una nuova location?

I personaggi appartenenti alle minoranze non hanno mai goduto di ruoli prominenti, né hanno mai vestito i panni dei personaggi principali. Sleeping Dogs è l’esempio perfetto in cui un personaggio non europeo riveste il ruolo principale, mente Johnny Gat è un altro personaggio che compare nella serie di Saints Row, sebbene non sia azionabile.

Assassin’s Creed Unity è la settima release per console, senza contare le versioni remastered, mobile o DLC, ed escludendo il primo Assassin’s Creed ambientato in Terra Santa e tutti gli altri giochi che hanno utilizzato storie simili.

Naturalmente, Ubisoft è consapevole di avere l’esclusiva, dunque è libero di investire nello sviluppo dello stesso gioco, con la medesima struttura in ambientazioni relativamente simili. Sebbene abbia un profondo rispetto per questi sviluppatori, credo anche che sia giunto il momento di abbandonare la trama eurocentrica e di lasciare spazio anche a un’altra cultura.

In Assassin’s Creed Unity non c’è niente d’interessante

Ubisoft può infarcire la nuova serie con centinaia di nuove funzionalità, tuttavia non sono le funzionalità che mancano al gioco. La ragione per cui non proverò Assassin’s Creed Unity è che ho l’impressione che Ubisoft non si stia più impegnando a migliorarlo. Fino a quando Assassin’s Creed sceglierà un’ambientazione e una trama di più ampio respiro, non c’è nessun fattore di attrazione che mi convinca ad avvicinarmi nuovamente a questa serie.

Assassin's Creed Unity

L’universo espanso che è stato anticipato dagli altri dispositivi multimediali dimostra che esistono molte trame da esplorare. In Assassin’s Creed Unity sono sicuro di trovare un’altra storia ordinaria di assassini contro templari che si sviluppa all’interno di confini conosciuti e ben delimitati. L’unica cosa ancora non chiara sono gli inutili bonus pre-ordine che Ubisoft svela poco prima del lancio.

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Articolo tradotto dall’inglese. Seguimi su Twitter: @chrislikesrobot

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