mSpy: l’app (inquietante) per spiare i cellulari esiste davvero

mSpy: l’app (inquietante) per spiare i cellulari esiste davvero

Le tue conversazioni su WhatsApp sono sicure? No, se qualcuno ha installato sul tuo cellulare un’applicazione in grado di controllare in remoto tutte le attività del telefono.

Fa parlare di sé in questi giorni mSpy, software per la tracciatura dei cellulari totalmente invisibile e che permette di controllare chiamate, posizione geografica e dati immessi sulla tastiera. Compatibile con Android, iOS, BlackBerry, Symbian e Windows Phone, mSpy è presentata come applicazione destinata ai genitori interessati a controllare l’attività dei figli con lo smartphone, per tenerli al sicuro.  Il profilo Business invece si indirizza alle aziende: “previeni il rischio di fuga di dati sensibili e di comportamenti indesiderati sul posto di lavoro con i cellulari spia”.

Tutto legale e, in fondo, giustificabile. Ma guardando meglio il sito ufficiale, troviamo frasi chiaramente mirate a ingolosire chi vuole spiare il cellulare di qualcuno: “Localizzatore di cellulari, spia a distanza dei messaggi di testo, accesso al registro delle chiamate, registratore di rumori ambientali e molto altro, su smartphone e tablet.”

mSpy promuove, inoltre, la totale intracciabilità dell’applicazione: “il nostro programma spia di mSpy per cellulari e tablet è invisibile e non individuabile, al 100%”. In altre parole, la persona non saprà mai, se non le viene comunicato, che mSpy è installata sul suo cellulare, dato che non lascia tracce e non compare tra l’elenco delle applicazioni installate.

Piuttosto inquietante, considerato anche che mSpy promette di poter tracciare qualunque cosa avvenga sul telefono, dalle conversazioni alle chat di WhatsApp, passando per Skype, Facebook, Viber e gli SMS. Registra persino la posizione GPS, le attività del calendario e tutte le foto e i video memorizzati.

mspy

Fortunatamente, per funzionare mSpy richiede un’installazione fisica. Cioè qualcuno deve prendere il tuo telefono, installare l’app e poi pagare dai 30 ai 50 euro al mese per spiarti più o meno approfonditamente. Ci vuole una certa motivazione. Inoltre, su iOS l’app funziona solo se il dispositivo è stato jailbrekkato e non è compatibile con iOS7 né con le ultime versione di iOS 6. Quanto ad Android, funziona con la maggior parte dei dispositivi, ma per spiare Facebook, Skype, WhatsApp e altre applicazioni bisogna avere eseguito il root sul cellulare.

Nonostante questo, mSpy afferma di avere più di un milione di utenti paganti. Dopo lo scandalo NSA, siamo pronti (si fa per dire) ad accettare che i governi possano spiarci. Ma pensare che i nostri cari possano farlo… dà i brividi.

Installare una password sicura sul proprio telefono è, in questi giorni, una buona idea.

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