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Recensione di The Last of Us

Daniel Barranger

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Può un gioco d’azione con l’ennesima epidemia di zombi essere un candidato a miglior gioco dell’anno?  Prima di provare The Last of Us non avremmo esitato a rispondere “no”.

Una narrazione emozionante, un mondo immenso e un gameplay avvincente sono elementi che possono davvero cambiare anche il più fermo dei pregiudizi. Dopo aver giocato al titolo di Naughty Dog ci siamo infatti dovuti ricredere.

Recensione di The Last of Us

Zombi e teppisti

A 20 anni dallo scoppio dell’epidemia di zombi, il panorama è cambiato ben poco, e Joel continua a essere un sopravvivente e non un eroe alla rambo. The Last of Us non è infatti uno sparatutto ammazza-zombi ma un gioco che si focalizza sulla divisione tra due gruppi in guerra: i Fireflies e gli Hunter.


Entrambe le fazioni lottano per la sopravvivenza seguendo due concezioni diverse ma, mentre i Fireflies credono nella possibilità di una cura dall’epidemia, gli Hunter saccheggiano tutto il possibile vivendo alla giornata. Dall’altra parte ci sono Joel ed Ellie, una ragazza di 14 anni che l’anti-eroe ha promesso di salvare.

Una compagna di viaggio intelligente e coraggiosa

Ellie ricorda Elizabeth di Bioshock: Infinite. Come la ragazza del gioco di Irrational Games, anche qui la giovane avventuriera ti avvisa quando un nemico sta sopraggiungendo alle spalle, tira pietre agli avversari, li pugnala e, negli ultimi livelli, arriva addirittura a usare le armi.


In The Last of Us devi raggiungere di volta in volta la via di fuga assicurandoti che tu ed Ellie rimaniate illesi, eliminando zombie e Hunter che mettano a repentaglio la vostra incolumità. Mano a mano che il gioco procede, la connessione tra i due protagonisti diventa sempre più forte, producendo una tensione emozionale che si protrae per tutto il gioco.

Scegli tra stealth e azione

In The Last of Us puoi giocare come meglio preferisci in funzione della situazione in cui ti trovi. Alcuni zombi sentono benissimo e possono ucciderti con un solo morso, anche se sono quasi ciechi; altri riescono ad avvistare Joel dalla distanza e possono correre verso di lui. Gli umani, invece, pattugliano costantemente il territorio e coordinano le loro azioni.


Uno strumento importante nel gioco è la modalità ascolto, attivabile con il tasto R2, molto simile al modo Detective di Batman Arkham Asylum o quello Insitinct di Hitman: Absolution, e che ti permette di localizzare i nemici per ucciderli poi silenziosamente.

In caso d’emergenza… spara!



Durante il corso di The Last of Us puoi collezionare armi di diverso genere, come pistole, revolver, fucili, lanciafiamme e archi. Joel può tenere fino a due fucili o pistole contemporaneamente, mentre le altre armi si trovano nello zaino e tirarle fuori non è un’operazione immediata.

Le munizioni sono invece scarse e usare solo quelle indispensabili è essenziale. Un’arma molto efficace è il lanciafiamme, mentre per eliminare più zombi alla volta puoi usare molotov o granate.

Come in un celebre altro survivor come Dead Island, anche in The Last of Us le armi bianche si deteriorano con l’uso e dopo qualche attacco si rompono. Le ferite si possono curare con dei kit di soccorso ma non esiste autorigenerazione.

Scenari cinematografici

Elencare tutti i luoghi di The Last of Us occuperebbe un intero papiro, ma la cosa più soprendente è la ricchezza di dettagli che presenta ogni location, con spazi urbani reclamati con forza dalla vegetazione, edifici sprofondati o cantine con metallo arruginito.

Una menzione meritano gli splendidi effetti luce, dall’alba al tramonto senza sorvolare su quelli HDR attraverso il fogliame. Il personaggio di Ellie è una testimonianza della cura per i dettagli degli sviluppatori e della profondità del gioco, tanto a livello grafico quanto di animazioni, che la vedono allacciarsi le scarpe, fischiettare o sedersi a gambe incrociate.

E se la colonna sonora è molto minimalista non per questo significa che l’audio del gioco sia poco curato. L’assenza di musica durante quasi tutto il gameplay produce un’atmosfera tesa e dà risalto a ogni minimo effetto sonoro.

Tecnicamente spettacolare e con un gameplay avvincente

The Last of Us è un capolavoro dal punto di vista tecnico. Con una grafica mozzafiato, non è una dimostrazione tecnica fine a se stessa ma un mezzo attraverso il quale raccontare una storia emozionante, intrigante e che ti lascia in sospeso fino alla fine. L’assenza di tempi di caricamento (in stile Max Payne 3), poi, non è che la ciliegina sulla torta, che fonde un comparto tecnico eccellente con un gameplay avvincente.

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