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The Backrooms, A24 ritira i takedown: marcia indietro dopo le proteste

Nel mirino anche creator indipendenti attivi prima del film

The Backrooms, A24 ritira i takedown: marcia indietro dopo le proteste

Martin Francis Hernandez

  • 19 luglio 2026
  • Aggiornato: 19 luglio 2026 alle ore 06:05
The Backrooms, A24 ritira i takedown: marcia indietro dopo le proteste

The Backrooms: A24 ritira i takedown dopo le proteste della community

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Brutto pasticcio legale per A24, la casa di produzione dietro l’adattamento cinematografico di The Backrooms, l’universo horror collaborativo nato online. La società ha inviato takedown per copyright contro alcuni creatori indipendenti legati a The Backrooms e li ha ritirati poco dopo, inclusi autori che, stando alle segnalazioni pubbliche dei creator coinvolti, pubblicavano contenuti già prima dell’adattamento per il cinema. Online, intanto, fan e creator hanno reagito subito.

Ed è proprio questo il punto: qui non si parla di un franchise tradizionale. The Backrooms è un universo costruito collettivamente su internet. Per molti utenti, quindi, la questione non era soltanto legale. Era anche culturale.

Se si torna all’origine del fenomeno, si capisce in fretta perché questi takedown abbiano acceso così tante discussioni. The Backrooms nasce infatti, secondo la ricostruzione condivisa dalla community, da un post anonimo pubblicato su 4chan nel 2019, accompagnato dalla celebre immagine degli uffici gialli e fluorescenti. Da quel momento, il concetto si è allargato fino a diventare una mitologia collaborativa fatta di video, wiki, racconti e reinterpretazioni firmate da centinaia di utenti.

Vista dalla community, la mossa di A24 è sembrata il tentativo di mettere le mani su qualcosa che non appartiene a un singolo autore né a un’unica azienda. Il rischio era sotto gli occhi di tutti: incrinare il rapporto con il sistema creativo che ha trasformato The Backrooms in un fenomeno globale molto prima che arrivasse Hollywood.

A riportare un po’ di calma ci ha pensato soprattutto Kane Parsons, il giovane regista che con la sua serie YouTube ha dato a The Backrooms un linguaggio visivo fortissimo e che poi l’ha portato al cinema con A24. Parsons è intervenuto pubblicamente dicendo che quei takedown “non dovrebbero succedere” e ha promesso di controllare subito da dove fossero partite quelle segnalazioni.

La sua presa di posizione ha contato parecchio. Da una parte ha preso le distanze dalle rimozioni, dall’altra ha fatto capire alla community di non voler spezzare il legame con i creatori che hanno contribuito a far crescere il fenomeno. E in un momento in cui molti adattamenti di opere nate online vengono accusati di trasformare culture partecipative in prodotti industriali, la velocità della sua risposta ha pesato.

Poi A24 ha annullato i claim e ha attribuito tutto a un errore di un sistema anti-pirateria gestito da un fornitore esterno, secondo quanto dichiarato dalla stessa società. A24 ha anche chiarito, sempre nella propria dichiarazione, di non rivendicare la proprietà dell’immagine delle pareti gialle, del post originale su 4chan o, più in generale, delle opere create dalla community.

Il chiarimento conta anche sul piano legale. L’idea generale di The Backrooms, fatta di spazi liminali, uffici infiniti e inquietudine analogica, non è qualcosa che si possa blindare in blocco con il copyright. Diverso il discorso per l’espressione specifica: la versione narrativa e audiovisiva sviluppata da Kane Parsons su YouTube, così come il film di A24, sono opere distinte e protette.

Questa vicenda fa vedere quanto sia complicato prendere una cultura nata su internet, per di più collaborativa, e trasformarla in un progetto commerciale senza allontanare proprio chi l’ha resa popolare. Ed è un tema che per l’industria pesa sempre di più: quando un meme, un creepypasta o una lore collettiva finiscono al cinema, i confini tra ispirazione, adattamento e appropriazione diventano sottilissimi.

Nel caso di The Backrooms, la posta in gioco è ancora più alta perché il film è stato un trionfo commerciale. Diretto da Kane Parsons, realizzato secondo le indiscrezioni con meno di 10 milioni di dollari, ha incassato oltre 382 milioni di dollari nel mondo, secondo i dati di box office, diventando il più grande successo di A24 al botteghino.

Per Kane Parsons, il modo in cui ha gestito l’incidente ha rafforzato ancora di più il suo profilo. Oltre agli incassi, si è portato a casa credibilità presso la community e, secondo diverse ricostruzioni, anche un’attenzione sempre più forte da parte di grandi studi come Warner Bros., Universal e Sony.

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