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Tabby’s Star: spunta un possibile pianeta gigante

Indizio da un unico transito di 21 ore nel 2019

Tabby’s Star: spunta un possibile pianeta gigante

Chema Carvajal Sarabia

  • 11 luglio 2026
  • Aggiornato: 11 luglio 2026 alle ore 19:32
Tabby’s Star: spunta un possibile pianeta gigante

Tabby’s Star, la stella KIC 8462852 diventata famosa per i suoi oscuramenti irregolari, potrebbe avere un pianeta gigante. È quello che suggerisce un nuovo studio, basato sull’analisi di un singolo evento di transito osservato nel settembre 2019.

Questo nuovo indizio allontana ancora di più l’ipotesi più spettacolare e più fragile: quella di una gigantesca struttura aliena. Il punto centrale dello studio è proprio l’identificazione di un unico transito, durato circa 21 ore, registrato nel settembre 2019, che secondo gli autori potrebbe segnalare la presenza di un pianeta gigante nel sistema di KIC 8462852, il nome ufficiale della stella. Se la scoperta sarà confermata, questo corpo, che gli autori stimano attorno a dieci masse gioviane, potrebbe offrire una spiegazione naturale ai misteriosi oscuramenti osservati da più di dieci anni. Ben lontano, quindi, da una megastruttura aliena: l’immagine che oggi prende forma è molto più compatibile con una spiegazione astrofisica concreta.

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Tabby’s Star: perché il nuovo pianeta cambia il caso

Tabby’s Star è finita sotto i riflettori nel 2015, quando i volontari del progetto di citizen science Planet Hunters notarono qualcosa che non tornava nei dati del telescopio spaziale Kepler della NASA. Al posto dei piccoli e regolari cali di luce tipici dei pianeti in transito, la stella mostrava diminuzioni imprevedibili, in certi casi fino al 22% della sua luminosità.

Un comportamento del genere ha attirato subito l’attenzione sia degli astronomi sia del pubblico. Tra le ipotesi che hanno fatto più rumore c’era anche quella di una megastruttura aliena, per esempio una sorta di sfera di Dyson costruita da una civiltà avanzata per sfruttare l’energia della stella. L’idea fu discussa pubblicamente anche dall’astronomo Jason Wright, ma sempre come scenario poco probabile, più utile a rendere l’idea di quanto il fenomeno fosse fuori scala rispetto al solito.

Le prove che puntano verso polvere e detriti

Con il passare del tempo, però, le osservazioni hanno cominciato a raccontare altro. I cali di luminosità di Tabby’s Star non si presentano allo stesso modo a tutte le lunghezze d’onda: dalle osservazioni raccolte negli anni successivi emerge che la luce blu viene attenuata più di quella rossa. È un dettaglio decisivo, perché corrisponde esattamente a ciò che ci si aspetta in presenza di polveri fini o nubi di detriti, mentre non torna con il passaggio di una struttura solida e opaca.

Da qui lo spostamento della comunità scientifica, negli ultimi anni, verso spiegazioni molto più terrestri, o meglio molto più naturali. Anche Tabetha Boyajian, da cui deriva il soprannome della stella, e lo stesso Jason Wright si sono orientati sempre di più in quella direzione: sciami di comete, frammenti di planetesimi, oppure detriti lasciati da un’ex luna andata distrutta.

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Come il pianeta gigante potrebbe spiegare gli oscuramenti

Il nuovo possibile pianeta si incastra bene in questo scenario. Un corpo tanto massiccio potrebbe perturbare gravitazionalmente comete e altri oggetti del sistema, spingendoli su orbite che li portano a passare davanti alla stella. Il risultato sarebbero nubi di polvere e detriti capaci di produrre proprio quei cali di luce irregolari che hanno reso Tabby’s Star così famosa.

Non siamo ancora alla soluzione finale: per parlare di scoperta confermata serviranno altre osservazioni. Però, a questo punto, il caso sembra molto più vicino a una spiegazione astrofisica concreta che a scenari da fantascienza.

C’è poi un altro elemento che rende questa storia particolare. Tabby’s Star è diventata uno degli esempi più citati di quanto il pubblico possa contribuire davvero alla ricerca astronomica: la scoperta iniziale arrivò dai volontari e, nel 2016, una campagna di crowdfunding raccolse oltre 100.000 dollari per continuare a monitorare la stella. Anche per questo il mistero di KIC 8462852 resta uno dei più affascinanti dell’astronomia moderna.

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Chema Carvajal Sarabia

Giornalista specializzato in tecnologia, intrattenimento e videogiochi. Scrivere di ciò che mi appassiona (gadget, giochi e film) mi permette di mantenere la sanità mentale e di svegliarmi con un sorriso sul viso quando suona la sveglia. PS: questo non è vero al 100% del tempo.

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