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Stephen King, i fan vogliono Insomnia da Mike Flanagan: oggi è la scelta più naturale

Potrebbe essere la prima serie tratta dal romanzo del 1994

Stephen King, i fan vogliono Insomnia da Mike Flanagan: oggi è la scelta più naturale

Kimley Jone Erno

  • 19 luglio 2026
  • Aggiornato: 19 luglio 2026 alle ore 06:05
Stephen King, i fan vogliono Insomnia da Mike Flanagan: oggi è la scelta più naturale

Oggi, stando a quanto circola online e a quanto riporta la stampa specializzata, Mike Flanagan potrebbe mettere mano a Insomnia, il romanzo pubblicato da Stephen King nel 1994, per trasformarlo in una serie TV.

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Flanagan, regista e showrunner che secondo i media di settore è già al lavoro su Carrie, miniserie Prime Video da otto episodi prevista per l’autunno 2026, sembra il nome più ovvio se davvero qualcuno decidesse di portare sullo schermo quel bestseller del 1994, rimasto finora senza un adattamento né per il cinema né per la televisione.

Per chi conosce il cinema e la TV di Mike Flanagan, il motivo si capisce in fretta: Insomnia tiene insieme dramma psicologico, horror metafisico, fantasy epico e perfino certe atmosfere lovecraftiane, senza mai mollare i personaggi e le ferite che si portano dentro.

È, in fondo, il territorio su cui Flanagan si è costruito una reputazione. Nei suoi lavori tornano spesso il lutto, il trauma, la memoria, il senso di colpa, il modo in cui si attraversa il dolore. Vista così, la storia di Ralph Roberts sembra davvero scritta apposta per il suo sguardo.

Nel romanzo, Ralph Roberts è un pensionato anziano di Derry, nel Maine, alle prese con un’insonnia che peggiora sempre di più.

Ma è proprio da quella privazione del sonno che tutto comincia: Ralph inizia a vedere aure attorno alle persone e a intravedere un livello della realtà che agli altri resta nascosto. Da lì finisce dentro un conflitto cosmico tra The Purpose e The Random, con conseguenze enormi che superano di molto la sua vita di tutti i giorni.

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Per questo, quando se ne parla, molti non la liquidano come una semplice fantasia da fan.

Tra i romanzi di Stephen King ancora senza una versione per lo schermo, Insomnia è spesso indicato come uno di quelli che meglio si accordano con la sensibilità di Mike Flanagan, un autore che nel corso degli anni ha mostrato di saper prendere materiale difficile, stratificato, molto emotivo, e trasformarlo in horror televisivo e cinematografico di alto livello.

Eppure Hollywood, questo titolo, non l’ha mai affrontato davvero.

Il romanzo sfiora le 800 pagine, ha al centro personaggi anziani, cosa che per produzioni mainstream non è sempre la più semplice da vendere, e mette in scena immagini surreali che chiederebbero una regia molto precisa. Basta pensare ai celebri little bald doctors, le misteriose figure che Ralph Roberts comincia a vedere con la sua nuova percezione del mondo.

C’è poi un altro aspetto: Insomnia non vive come un horror chiuso in se stesso, ma come un pezzo importante della mitologia più ampia costruita da Stephen King. E questo rende qualsiasi adattamento più ambizioso, ma anche più esposto al rischio.

Se però c’è qualcuno che ha già dimostrato di sapersi muovere dentro i King più complicati, quel qualcuno è proprio Mike Flanagan.

Lo ha fatto con Gerald’s Game nel 2017, poi con Doctor Sleep nel 2019 e, più di recente, con The Life of Chuck nel 2024. In tutti e tre i casi la critica ha sottolineato la sua capacità di portare sullo schermo opere dense dal punto di vista psicologico, complesse sul piano emotivo e tutt’altro che facili da tradurre in immagini.

Anche per questo il suo nome salta fuori di continuo ogni volta che si torna a parlare di Insomnia.

E c’è un altro dettaglio che continua ad alimentare le voci.

Insomnia è legato a doppio filo a The Dark Tower e comprende anche il Crimson King, figura centrale nella cosmologia kinghiana. Per Flanagan, che più volte ha definito The Dark Tower il suo “Sacro Graal”, sarebbe quindi un titolo quasi naturale da scegliere.

Negli ultimi mesi, poi, secondo indiscrezioni circolate online e riprese dalla stampa specializzata, il regista avrebbe già completato le sceneggiature per un adattamento pensato su cinque stagioni, ancora in cerca di uno studio nel luglio 2026.

Quello che circola, va detto, non sono screenshot o annunci ufficiali. Piuttosto, è un insieme di segnali piuttosto precisi: da una parte il lavoro già avviato su Carrie, dall’altra un rapporto sempre più stretto tra Mike Flanagan e l’universo di Stephen King, soprattutto quello più ampio e mitologico.

Le prime immagini di Carrie, diffuse a metà luglio 2026, fanno pensare a una rilettura contemporanea, accompagnata anche da un ampliamento della mitologia del romanzo originale. Se davvero, dopo Carrie, Flanagan dovesse mettersi a caccia del suo prossimo Stephen King, oggi pochi titoli sembrano calzargli meglio di Insomnia.

Per ora, comunque, restano indiscrezioni non confermate.

Non resta che aspettare per capire se Insomnia sarà davvero il prossimo Stephen King firmato da Mike Flanagan.

Segui @LauraCeridono su Twitter.

Kimley Jone Erno

Kimley Erno è editor presso Softonic con otto anni di esperienza professionale. Prima di dedicarsi alla tecnologia, ha scritto recensioni cinematografiche e teatrali e ha sviluppato editoriali di brand per piattaforme e-commerce.

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