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Spotify Mixed Playlists ora ha transizioni da mini software DJ
Nuovo editor più preciso per regolare i passaggi tra brani

- 8 luglio 2026
- Aggiornato: 8 luglio 2026 alle ore 14:24

Spotify Mixed Playlists: nuovo editor delle transizioni più preciso
Spotify ha ritoccato Mixed Playlists, la funzione pensata per creare playlist mixate con passaggi tra un brano e l’altro. Il cambiamento più evidente è un editor delle transizioni molto più preciso, una novità che parecchi utenti stanno iniziando a notare solo ora, a metà 2026.
Se sei uno di quelli che costruiscono playlist con attenzione quasi ossessiva, adesso hai più margine per lavorare davvero sul punto in cui una traccia lascia spazio alla successiva, senza fermarti al vecchio sistema basato soprattutto sui preset.
L’aggiornamento è comparso senza troppo rumore, senza il classico annuncio in grande stile.
A portarlo a galla sono stati soprattutto Reddit e i commenti degli utenti. Da quelle segnalazioni emerge un quadro un po’ sparso: per qualcuno il rollout sarebbe partito mesi fa, mentre molti altri se ne stanno accorgendo solo adesso, sempre a metà 2026.
Spotify Mixed Playlists: cosa cambia con il nuovo editor delle transizioni
La novità più grossa sta nei punti trascinabili sulle curve degli effetti.
Tradotto: puoi regolare con molto più dettaglio il modo in cui Volume, EQ e Filter si muovono durante il passaggio da una traccia all’altra.
Prima potevi scegliere effetti già pronti oppure combinarli, ma il margine di manovra restava piuttosto stretto.
Ora invece puoi decidere con più precisione quando far entrare, per esempio, un high-pass filter, quanto farlo salire e in quale momento della transizione inserire un calo di volume o un intervento sull’equalizzazione.
Per chi vuole far scorrere i pezzi in modo più naturale, il salto si sente.
Una funzione pensata per playlist che suonano come un DJ set
Mixed Playlists non nasce per essere un semplice crossfade un po’ più evoluto.
L’idea di Spotify sembra un’altra: darti uno strumento più manuale, più creativo, pensato per costruire playlist che filano via come un set continuo.
C’è poi una funzione interessante che mostra tonalità e BPM dei brani. Se prepari una sequenza con un minimo di criterio, aiuta parecchio a renderla più coerente e più fluida dal punto di vista musicale.
Qui non c’entra AutoMix. In questo caso il mixaggio passa soprattutto dalle tue mani.
Ed è anche uno dei punti con cui Spotify prova a marcare la distanza da Apple Music.
Le somiglianze con Mix, lo strumento lanciato da Apple Music nell’agosto 2025, si vedono abbastanza chiaramente. Però Spotify sembra voler andare un po’ oltre.
La piattaforma, di fatto, insiste soprattutto sul controllo diretto dell’utente, invece di appoggiarsi a un sistema di missaggio più automatico.
Reazioni positive, ma non mancano bug e limiti
Per adesso l’accoglienza sembra in larga parte positiva.
Molti utenti apprezzano soprattutto una cosa molto semplice: le transizioni si possono rifinire con precisione che i preset, da soli, non permettevano.
Se prepari playlist per party, allenamenti o aperitivi, questa differenza può pesare davvero sul risultato finale.
Detto questo, il nuovo editor non è senza difetti.
Alcuni utenti, stando alle segnalazioni online, raccontano che posizionare i punti sulle curve può essere un po’ scomodo. In certi casi, poi, i punti tornano da soli nella posizione iniziale.
C’è anche chi chiede transizioni più lunghe e più libertà nel decidere il punto esatto del brano in cui deve partire il mix.
Spotify spinge sempre di più sulla cura avanzata delle playlist
Questo aggiornamento non arriva da solo. Fa parte di una direzione più ampia.
A febbraio 2026 Spotify ha lanciato Smart Reorder, una funzione che organizza i brani in base a BPM e tonalità, e continua a spingere le playlist mixate anche tramite l’hub “Mixed By”, dove compaiono nomi come Martin Garrix e Tiësto.
Secondo Spotify, gli utenti hanno già totalizzato oltre 220 milioni di ore di ascolto con le Mixed Playlists.
Non è poco.
Resta però una funzione che non si può ancora definire davvero diffusa. In base alle segnalazioni online, la disponibilità potrebbe cambiare a seconda del piano e della regione, e alcuni utenti Premium in mercati come l’India sostengono di non averla ancora ricevuta.
Insomma, non è ancora per tutti.
Ma se sul tuo account è già comparsa, la playlist comincia a somigliare sempre meno a una semplice lista di canzoni e sempre più a un set costruito su misura da te.
Giornalista specializzato in tecnologia, intrattenimento e videogiochi. Scrivere di ciò che mi appassiona (gadget, giochi e film) mi permette di mantenere la sanità mentale e di svegliarmi con un sorriso sul viso quando suona la sveglia. PS: questo non è vero al 100% del tempo.
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