Notizie

PlayStation: Black Ops fa già vacillare il boicottaggio “No Disc, No Buy”

Il debutto digitale raccoglie pochi commenti negativi sui social

PlayStation: Black Ops fa già vacillare il boicottaggio “No Disc, No Buy”

Gale Ann Villagomesa

  • 11 luglio 2026
  • Aggiornato: 11 luglio 2026 alle ore 06:01
PlayStation: Black Ops fa già vacillare il boicottaggio “No Disc, No Buy”

PlayStation: il boicottaggio “No Disc, No Buy” comincia già a mostrare le prime crepe

PlayStation App Scarica

PlayStation ha pubblicato oggi in versione digitale i classici Call of Duty: Black Ops, e il debutto sta già mettendo sotto pressione il boicottaggio “No Disc, No Buy”, la protesta nata online contro la spinta verso un futuro sempre più privo di dischi.

Basta guardare alle reazioni in rete: il post social di PlayStation dedicato all’uscita dei giochi non è stato travolto dai commenti negativi, come invece era successo con altri contenuti Sony dopo la polemica sui dischi. Non è ancora una prova commerciale in senso pieno, però sul piano della percezione pubblica qualcosa dice.

PlayStation, Black Ops e il boicottaggio “No Disc, No Buy”

La protesta era partita dopo la notizia della scelta di Sony di fermare la produzione di giochi fisici entro il 2028, una decisione che ha rafforzato i timori legati a una futura PlayStation 6 proposta anche, o magari solo, in versione senza lettore.

Per molti utenti il nodo non è la nostalgia. C’entrano questioni molto concrete: la proprietà del gioco, la sua conservazione nel tempo, il diritto di rivenderlo e la libertà di scelta lasciata al consumatore.

Eppure l’arrivo di un nome pesantissimo come Call of Duty: Black Ops sembra aver spostato il tono della conversazione. Prima prevalevano i messaggi di rifiuto verso il digitale; stavolta l’attenzione si è concentrata molto di più sul prodotto che sulla protesta.

Ed è lì che il boicottaggio mostra tutta la sua fragilità, soprattutto quando sulla scena arriva una serie capace di muovere milioni di fan.

I numeri spiegano perché Sony spinge sul digitale

Poi ci sono i dati di mercato, e lì la direzione si vede ancora meglio. Nei risultati fiscali di Sony per il trimestre chiuso al 31 marzo 2026, l’85% degli acquisti software su PlayStation risulta avvenuto in digitale, con un aumento di 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Guardando ai ricavi, sempre in base ai dati comunicati da Sony, il divario si allarga ancora di più: circa 1.500 milioni dal digitale contro appena 109 milioni dal fisico.

Per Sony il vantaggio economico è fin troppo chiaro. Sulle vendite digitali first-party tramite PlayStation Store, il gruppo trattiene di fatto quasi il 100% del ricavo; sul fisico, invece, la quota reale scende parecchio, intorno al 65%.

E anche quando si parla di giochi di terze parti, il digitale resta una macchina molto redditizia grazie alla commissione della piattaforma, di solito attorno al 30%.

Non è solo Sony: l’industria si sta muovendo nella stessa direzione

La tendenza non riguarda soltanto PlayStation. Dai risultati finanziari di Capcom emerge una quota digitale del 93% nelle vendite di inizio 2026, mentre Electronic Arts, sempre stando ai propri conti, ha registrato 528 milioni dalle uscite digitali contro 81 milioni dal fisico.

Il quadro, a quel punto, è piuttosto lineare: il mercato dei giochi premium su console e PC continua a scivolare verso download e store proprietari.

Questo rende sempre più evidente lo scarto tra ciò che gli utenti scrivono online e ciò che poi acquistano davvero. Sondaggi e commenti mostrano un sostegno forte al formato fisico, ma i comportamenti d’acquisto raccontano un’altra storia.

Molti consumatori sembrano contrari in teoria. Poi arriva il gioco giusto, e cedono.

Va comunque separato un piano dall’altro. Dire che il boicottaggio sia già fallito si basa soprattutto su dinamiche social, non su risultati di vendita confermati.

Per i port di Call of Duty: Black Ops Sony non ha diffuso numeri commerciali specifici. Però, se il termometro della rete vale qualcosa, il messaggio si sta già vedendo: per fermare la corsa al digitale, uno slogan da solo non basta.

Gale Ann Villagomesa

Gale Villagomesa è una content writer filippina che ha coperto temi di lifestyle prima di scoprire il mondo dei videogiochi. I giochi cozy e i titoli PvP sono le sue tentazioni preferite.

Linee guida editoriali

Ultimi Articoli

Caricamento del prossimo articolo

Accesso a Softonic effettuato come