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Microsoft, emissioni 2025 a 20,3 milioni: +25% e più combustibili fossili

Pesano l’espansione del cloud e i nuovi data center

Microsoft, emissioni 2025 a 20,3 milioni: +25% e più combustibili fossili

Chema Carvajal Sarabia

  • 13 luglio 2026
  • Aggiornato: 13 luglio 2026 alle ore 13:01
Microsoft, emissioni 2025 a 20,3 milioni: +25% e più combustibili fossili

Microsoft ha chiuso l’anno fiscale 2025 con un netto aumento delle emissioni di gas serra. Nei dati diffusi dalla stessa azienda, le emissioni complessive arrivano a 20,3 milioni di tonnellate, contro i 16,2 milioni del 2024: un +25,1%, quindi nella direzione opposta rispetto all’obiettivo dichiarato di diventare carbon negative entro il 2030.

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Basta mettere a confronto i due esercizi fiscali per vedere il problema: la traiettoria reale, oggi, va dall’altra parte rispetto al traguardo che Microsoft si è data per il 2030.

Emissioni Microsoft 2025: perché sono aumentate così tanto

Nel report, Microsoft indica come causa principale la rapida espansione della propria infrastruttura cloud.

Costruire e far girare nuovi data center richiede più elettricità, più componenti hardware e più materiali ad alta intensità emissiva, come acciaio e cemento.

Il punto, in concreto, è questo: mentre Microsoft continua a investire per reggere la domanda di servizi digitali, cresce anche il peso ambientale delle sue attività.

E non sembra un aumento destinato a riassorbirsi in fretta, perché altri progetti sono ancora in fase di sviluppo.

Qui si vede bene la tensione tra crescita industriale e impegni climatici.

Microsoft continua a confermare la strategia sul 2030, ma guardando l’andamento attuale il dato parla da solo: le emissioni, per ora, stanno salendo e non scendendo.

Il peso dell’elettricità e la modifica dei criteri sulle rinnovabili

Nel report di Microsoft c’è poi un altro passaggio che pesa parecchio: quello sulle emissioni Scope 2, cioè quelle legate all’elettricità acquistata.

Nel 2024 valevano appena l’1,6% del totale. Nel 2025 sono arrivate al 13,3%.

È un salto molto forte che, sempre secondo Microsoft, riflette direttamente la maggiore richiesta energetica dei data center.

L’azienda spiega anche che il confronto con gli anni precedenti è condizionato da un cambiamento nel modo in cui viene contabilizzata l’energia rinnovabile.

Microsoft ha smesso di acquistare certificati verdi di breve periodo non legati alla creazione di nuova capacità da fonti pulite.

Detto in modo semplice, una parte dei numeri più bassi registrati in passato si appoggiava a strumenti contabili che oggi Microsoft ritiene meno aderenti alle emissioni effettive.

È anche per questo che il confronto storico, leggendo questa sezione del report, diventa più delicato.

Più diesel, meno gas naturale: cosa dicono i consumi

Il report segnala inoltre un aumento nell’uso di alcuni combustibili fossili.

Nel dettaglio, il consumo di diesel e petrolio greggio è salito del 51%. Il gas naturale è invece calato del 6,5%, il propano, il GPL e il carburante per jet del 10%, e la benzina del 16%.

Microsoft indica anche che, su circa 37,5 milioni di MWh consumati nell’anno fiscale 2025, circa 422.000 MWh provenivano da fonti non rinnovabili.

La quota resta relativamente contenuta sul totale, ma basta questo dato per capire che la dipendenza dalle fonti fossili non è sparita, anche con un mix energetico in larga parte orientato alle rinnovabili.

Microsoft sostiene comunque che le misure introdotte su elettricità a zero emissioni, efficienza energetica, carburanti più sostenibili e miglioramenti nella supply chain abbiano evitato un bilancio ancora peggiore.

Senza questi interventi, afferma l’azienda, le emissioni avrebbero potuto toccare circa 34 milioni di tonnellate, invece di fermarsi intorno ai 20 milioni.

Il caso Microsoft, poi, non è isolato.

Anche altri colossi del settore, nei rispettivi report pubblicati negli ultimi mesi, hanno registrato aumenti a doppia cifra delle emissioni legati alla corsa ai data center. Un dato che ha riacceso le critiche sul divario tra promesse climatiche e realtà operativa.

Segui su Twitter @LauraCeridono.

Chema Carvajal Sarabia

Giornalista specializzato in tecnologia, intrattenimento e videogiochi. Scrivere di ciò che mi appassiona (gadget, giochi e film) mi permette di mantenere la sanità mentale e di svegliarmi con un sorriso sul viso quando suona la sveglia. PS: questo non è vero al 100% del tempo.

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