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Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 ci offre uno sguardo ai capolavori dimenticati di Hideo Kojima

Tra i gioielli della raccolta spicca Metal Gear Solid 4

Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 ci offre uno sguardo ai capolavori dimenticati di Hideo Kojima

Álvaro Arbonés

  • 28 agosto 2026
  • Aggiornato: 28 agosto 2026 alle ore 10:13
Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2 ci offre uno sguardo ai capolavori dimenticati di Hideo Kojima

Metal Gear è sempre stato un franchise molto popolare. Fin dal suo primo capitolo è riuscito ad affascinare il pubblico sia in Giappone sia in Occidente, dimostrando che Kojima sapeva di avere qualcosa tra le mani. Anche se sarebbe stato solo con Metal Gear Solid e soprattutto ai suoi primi tre capitoli che la sua popolarità avrebbe cominciato a sfuggire di mano, diventando una delle saghe più amate della storia.

Questo è stato evidente con la calda accoglienza di Metal Gear Solid Master Collection Vol. 1. Celebrata come una vera pietra miliare, sembra che ci fosse già tutto. Ma ci restava, almeno, un’altra raccolta. E infatti questa seconda si potrebbe quasi definire “indisciplinati e sottovalutati”, perché tutti i giochi che contiene sono giochi che, pur non essendo stati apprezzati come meritavano, sono capolavori. E possiamo dimostrarlo.

Il gioco bloccato su una console che quasi mandò in rovina Sony

Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è stato per anni la pecora nera della famiglia. Accusato di avere filmati lunghissimi, boss con storie assurde e al limite della misoginia, un ritmo orribile e una narrativa complessissima, tutto questo è vero. Non è un’esagerazione. E potremmo aggiungere che di solito non si sottolinea che ha meccaniche interessantissime che sono sprecate. Nulla di tutto questo toglie il fatto che sia un gioco assolutamente eccellente.

Non è solo il fatto che ancora oggi continui a sembrare incredibilmente bello non solo per un gioco della sua epoca, ma per i canoni attuali, grazie a una prodigiosa direzione artistica e a un lavoro tecnico straordinario. Che il level design e il design meccanico siano virtuosi. O che il grosso del gioco sia uno degli esempi più eleganti di come far sì che il gameplay serva alla narrativa non solo della sua generazione, ma della storia del medium. È che fa tutto questo in un modo così prodigioso che si ha la sensazione che tutti i giochi della saga lo abbiano fatto allo stesso modo quando non è vero.

Questo è un gioco da rivalutare per l’assoluta finezza e il pensiero che ci sono dietro. Tutti i suoi difetti, che li ha e sono enormi, non sminuiscono l’assoluto prodigio che è in tutto il resto. E lo si vede persino in altri aspetti: se hai bisogno di chiarimenti su qualcosa della narrativa, leggi la novelizzazione scritta da Project Itoh. Non solo non te ne pentirai: ci ringrazierai.

Due giochi portatili che potrebbero essere principali

Se Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è un gioco sottovalutato, Metal Gear Solid: Peace Walker è un gioco ignorato. E non dovrebbe. Tutto ciò che Metal Gear Solid V: The Phantom Pain avrebbe raffinato e perfezionato a un livello che ancora oggi non si è ancora riusciti né a superare né a replicare, è già qui, almeno, in germe. Peace Walker è un gioco portatile che sa portare la formula di Metal Gear in scenari suddivisi in missioni, più liberi, dove la gestione della base e come affrontare ogni missione acquistano un’importanza speciale.

Ma il gioiello che unisce entrambi gli aspetti, l’essere sottovalutato ed essere ignorato, è il bonus di questa raccolta. È Metal Gear: Ghost Babel. Una delizia per Game Boy Color che mescola lo stile dei Metal Gear per MSX con quello di Metal Gear Solid, il primo gioco della saga apparso su PS1, per ottenere una formula perfetta che ancora oggi risulta assuefacente e geniale. Un gioco non solo eccellente per essere un gioco Game Boy, che è uno dei migliori giochi del catalogo Game Boy, ma un eccellente Metal Gear di per sé.

Se Metal Gear Solid Master Collection Vol. 1 era una raccolta imprescindibile per ragioni evidenti, perché aveva tre dei giochi più importanti della storia del medium, Metal Gear Solid Master Collection Vol. 2 è una raccolta imprescindibile per ragioni meno evidenti, ma altrettanto importanti. Perché contiene giochi per intenditori. Forse non sono i giochi che tutti considerano i migliori, che sono eccellenti, ma sono tre giochi brillanti che, ognuno a suo modo, hanno definito l’identità della saga. Ora non ci resta che vedere se esiste un terzo volume che ci dia ciò che ci manca per avere tutti i grandi giochi di Metal Gear: The Phantom Pain, Acid e Rising.

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