Io mi ricordo… La vita ai tempi di Messenger

Io mi ricordo… La vita ai tempi di Messenger

Gli anni della tecnologia sono come quelli dei cani: ognuno ne vale 7.

E se un momento avere il cellulare Nokia 3310 era il non plus ultra della modernità, l’instante dopo se non sei su WhatsApp non ti parla più nessuno. E così per i software, siamo scivolati dal celebre ahah di ICQ, con cui ci sentivamo proiettati nel futuro, agli hangouts di Google+ e il touch screen di Windows 8.

Microsoft ha annunciato che chiuderà Windows Live Messenger, per dirottare gli utenti su Skype. Windows Messenger è stato parte delle nostre vite dal lontanissimo 1999. Cioè è stato con noi per 13 anni, quindi in realtà 91 anni. È un tenero, lolleggiante e trillante veterano di guerra. Che oggi salutiamo con affetto, e con il nostro ricordo.

Laura: 2006 – 2007- 2008: la trilogia di Messenger. L’ho usato solo per quei tre anni, poi l’ho abbandonato di colpo, e con cattiveria, come succede spesso nell’ingrato mondo della tecnologia. Ma in quei tre anni gli sono stata fedelissima, ho usato un sacco di skin, di faccine di dubbio gusto e di animoticon rumorose che procuravano infarti ai miei ignari interlocutori. Su Messenger si consumavano amori, che duravano a volte lo spazio di una manciata di trilli. Si tenevano riunioni improvvisate, si scherzava con gli amici, ci si mandavano i link di video buffi su YouTube, che proprio in quegli anni diventava popolare. Io con MSN ci ho persino giocato a Dama. E poi un giorno… puf, è sparito dalla mia vita. Proprio come quell’animoticon che salutava con la manina, e poi scompariva.

Marina: Non ricordo né quando né perché ho installato Messenger. Ma quello che invece faccio fatica a scordare sono le interminabili chattate che facevo. MSN l’ho usato soprattutto in Erasmus per raccontare alle mie amiche tutto quello che mi succedeva giorno dopo giorno. Scrivevo fitto fitto per confidare nei dettagli i miei segreti. Era il nostro spazio e lo curavamo con orgoglio aggiungendo alle chiacchiere tante emoticon (eh già, non ci sono più emoticon belle come quelle di MSN!) e personalizzando il font in base allo stato d’animo. Anche quello era affetto, 2.0, ma sempre affetto! E forse un po’ ne sentiremo la mancanza anche noi.

Alessandro: Di Windows Live Messenger ricordo con piacere l’uso e l’abuso dei trilli durante le mie chattate con gli amici. Avevo installato A-Patch per eliminare la limitazione temporale nell’invio, e quando volevo richiamare l’attenzione di qualcuno cliccavo senza sosta sul trillo. Qualcuno mi ha odiato, altri l’hanno presa a ridere, altri ancora impazzivano perché volevano capire il trucco usato per mandarne centinaia senza alcuna limitazione. Era un mio marchio distintivo, e mi divertivo! Molte volte prima di salutare con un ciao, esordivo con una raffica di trilli. E chissà che non tornino in futuro su Skype, a gran richiesta!

Daniel: MSN ha segnato il mio secondo passaggio di casella email, da Libero a Hotmail: una svolta epocale! Del client, a dire il vero, mi ricordo poco e neanche con chi parlavo. Forse era talmente parte della mia vita di tutti i giorni che lo usavo in automatico o forse la società dello spettacolo ha cancellato la mia capacità di ricordar… dov’ero rimasto? Ah, sì! La caratteristica che più mi è rimasta impressa sono i trilli e la mia insofferenza per quei suoni invadenti. Per cui li ho sempre disattivati, anche se non conoscevo ancora Alessandro ho amici che sapevano renderti la vita da desktop impossibile a furia di trilli. E poi iniziai a impostare il mio status come assente, dopo come invisibile e alla fine sono arrivati Skype, Facebook, WhatsApp… e WLM è scivolato fuori dalla lista dei miei programmi!

Pier Francesco: Ah, Messenger, che ricordi! Il mio amico Ivan mi disse una volta, soddisfatto: ieri ho rimorchiato. Dove?, gli chiesi io. Su Messenger, rispose lui. Su che?, insistetti io. Su Messenger, ripeté lui. E che è?, domandai io. Una chat, ribatté lui. Una “che”?, lo incalzai io. Una chat! Una chat! Ma dove vivi? Non lo sai che siamo negli anni 90? Allora io lo guardai obliquo e gli risposi: ma io ho un Mac. Sono nel 2000 da un pezzo. Chissà che fine ha fatto, Ivan…

Sebina: C’era una volta una ragazza, proprio agli inizi del 2000, che aveva un amico che studiava lontano lontano.Gli SMS costicchiavano, e non parliamo delle telefonate internazionali. I due piccioncini fecero di MSN Messenger la propria casa, rischiando di perderci la vista. Quando l’amicizia si trasformò in quella minaccia che su Facebook chiameremmo relazione compicata a distanza, la situazione si fece delicata. Ma la ragazza, un po’ smanettona già all’epoca, tra una versione di latino e una poesia di Petrarca, s’imbattè in Messenger Plus!, un avanzatissimo addon per Messenger che le permetteva di essere avvisata con un effetto sonoro speciale ogni volta che il suo diletto tornava online. E fu così che la piccola stalker e il suo amato vissero felici e contenti, 24 ore su 24. E il computer, poveraccio, si fuse. Ma per una giusta causa.

Ciao ciao MSN Messenger, fidato compagno di chat di chi era ragazzo negli anni 90. Oggi ti chiudiamo con affetto nella nostra scatola di latta personale, lì dove teniamo i ricordi dell’epoca felice in cui credevamo, forse ingenuamente, che per esprimere un sogno potesse bastare un’emoticon. Certo, purché fosse animata.

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