Fuori di tweet. Le cose da non fare in Twitter

Fuori di tweet. Le cose da non fare in Twitter

Altro che cinguettio. Quello del tenero passerotto azzurro di Twitter è ormai uno strepitio mondiale.

Il successo del social network dedicato al microblogging è inarrestabile e l’ascesa di Twitter velocissima e travolgente.

Insomma, datemi 140 caratteri e solleverò il mondo. O almeno ci provo… Come per Facebook, anche il microblogging richiede un po’ di stile.

Si tratta di cinguettare, non di gracchiare. Ecco le cose da non fare su Twitter!

1. Dì la tua!

retweetFare Retweet significa ripubblicare sul tuo muro quello che ha già scritto qualche altro twittarolo prima di te.  Cosa sana e giusta se vuoi sottolineare quello che secondo te è un intervento importante; cosa molto fastidiosa se non hai niente da dire e inzaccheri il tuo muro di retweet Non hai pensieri tuoi?

Se proprio sei a corto di argomenti, puoi decidere di trascorrere una giornata della tua vita senza twittare nulla. Lo so, sembra impossibile, ma si può fare…

2. Ma # che # stai # a # di’?

Gli hashtag aiutano a classificare il mondo di Twitter, mettendo ordine nell’infinito flusso di cinguettii. Se per esempio digiti nel motore di ricerca interno (si trova in alto, vicino al logo di Twitter) l’hashtag #buongiorno troverai elencati tutti i tweet che contengono la parola buongiorno.

Gli hashtag servono anche a creare fenomeni di tendenze, onde social che si espandono fino ad invadere la realtà. Insomma, lunga vita agli hashtag.

Ma da qui a imbottire ogni singolo tweet di hashtag ridondanti, inutili o semplicemente senza senso be’, la#strada#è#lunga.


3. Forse non vi ho detto che…

Occhei che è un sito di microblogging, occhei che non c’è bisogno di avere un interlocutore (basta stare nel flusso), occhei che hai tanto da dire… Ma cinguettare ogni baggianata che ti passa per la testa è l’equivalente twittoresco del caro vecchio spam. Ed è altrettanto insopportabile.


4. Che rimanga tra me e te

Tra un reply e un messaggio diretto c’è differenza, non dimenticarlo. Un reply è un messaggio pubblico inviato da un utente a un altro. Per farlo devi mettere la chiocciola seguita dallo username della persona a cui vuoi scrivere all’inizio del Tweet. Un messaggio diretto (anche noto come DM) rimane invece privato, e visibile solo per te e per il destinatario del messaggio. Ti basta scrivere D e poi lo username della persona a cui ti rivolgi (oppure cliccare sulla bustina che compare nel profilo dell’utente accanto al pulsante “Following”).

5. Il silenzio dei twittatori

Fatto: hai creato il tuo account Twitter, sei diventato follower di un po’ di persone, hai prodotto i tuoi primi cinguettii e ora… pretendi che il mondo si accorga subito di te. Be’, no. Ce ne vorrà di tempo prima che… E soprattutto, esci dalla logica botta e risposta a cui eri abituato. Twitter non è una chat. Puoi scrivere tweet che non avranno nessuna risposta e seguire persone che non ti seguiranno, c’est la vie. Ma non per questo devi patire sindromi abbandoniche. Scrivi cose interessanti, metti un pezzetto di te in ogni tweet, abituati ai ritmi e alle regole del microblogging e abbi pazienza. I follower prima o poi arrivano.


E tu, usi Twitter? E soprattutto, sei già diventato nostro follower? Aspettiamo i tuoi cinguettii! 🙂

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