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iWork e iLife: quando i piccoli cambiamenti preannunciano grandi rivoluzioni

iWork e iLife: quando i piccoli cambiamenti preannunciano grandi rivoluzioni
Pier Francesco Piccolomini

Pier Francesco Piccolomini

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iWork e iLife ora sono gratis su ogni nuovo Mac. Ma le app delle due suite Apple sono anche state aggiornate, e sono un ecosistema potente. Che cambierà alcuni aspetti della nostra vita digitale.

La nuova parole d’ordine a Cupertino è: gratis. Aggiornare il Mac al nuovissimo OS X Mavericks, per la prima volta nella storia della Apple, non costerà un centesimo. E anche iWork (Pages, Numbers e Keynote) saranno gratis per chi acquista un nuovo Mac o un nuovo dispositivo iOS. Lo stesso vale per le app di iLife per OS X e le relative versioni per iOS 7. Insomma, una gran festa per tutti.

Alla nuova politica di prezzi, Tim Cook ha anche affiancato una bella stretta di vite all’integrazione dell’ecosistema Apple. Il cuore, iCloud, è in buona salute, tanto che fare differenza tra diversi dispositivi sta diventando inutile. Ormai inizi a lavorare sull’iPhone, continui sul Mac e completi l’opera sul PC senza soluzione di continuità.

Non solo. Grazie ad iWork su iCloud e agli attesissimi tool di collaborazione (che nella prima fase della beta non c’erano), anche la suite da ufficio di Apple offre la possibilità di lavorare in team su uno stesso documento. E si mette al passo con Office 365 e Google Drive.

Vediamo quali sono le novità di cui ciascuna di queste app si giova, e cerchiamo di capire cosa succederà nel prossimo futuro.

iLife: sound and vision

Panoramica

Sia la versione per Mac che le relative app per tablet e smartphone sono state ritoccate nell’aspetto (e nel caso della versione per computer non succedeva da un po’).

Il supporto di iCloud è ora completo, quindi puoi liberamente lavorare al montaggio di un filmato o all’arrangiamento di una canzone su più dispositivi, avendo sempre l’ultima versione pronta sulla nuvola.

iLife

Questa possibilità va tenuta nella considerazione che merita. Lo sforzo di Apple di avvicinare sempre più i suoi due sistemi operativi ha reso possibile un flusso di lavoro impensabile, fino a pochi anni fa. E le ottime performance hardware degli iPad e degli iPhone, che possono essere usati nella maggior parte dei casi alla stregua di un computer fisso, fanno sì che alcuni processi creativi si sleghino totalmente da un luogo fisico, inaugurando nuovissime, inedite possibilità.

iMovie: al centro ci sei tu

iMovie è stato il primo programma di montaggio per non professionisti a garantire risultati ragguardevoli senza che l’utente avesse alcuna conoscenza della materia, e senza creargli difficoltà. Nel tempo la filosofia è restata la stessa, ma adesso gli strumenti sono molti di più, e l’organizzazione ancora più razionale.

iMovie interfaceL’interfaccia di iMovie è un esempio di pulizia

Il nuovo iMovie ha un’interfaccia estremamente innovativa, che non somiglia a nessuna ltro programma per montare film. Tutti i video che giri (con iPhone, iPad e videocamera) vengono conservati in uno stesso posto, così puoi accedervi facilmente e senza perderti niente per strada.

Ci sono poi 22 temi (che trasformano automaticamente i tuoi lavori in trailer hollywoodiani) e l’iMovie Theater, che rende la tua collezione di video personali una galleria di poster bellissimi, un album di video da mostrare con un certo orgoglio. Ovviamente tutto, grazie ad iCloud, è sempre disponibile su tutti i tuoi dispositivi Apple, compresa la Apple TV.

TrailerHollywood? Sta nel Mac!

GarageBand: benvenuto al batterista (digitale)!

GarageBand per OS X è il programma che vanta la novità più interessante: Drummer. Si tratta di un batterista virtuale che “ascolta” le tracce che registri e ci suona sopra. Hai a disposizione 5 diversi batteristi (ma uno solo Kyle, è gratis, per gli altri va fatto un acquisto in-app separato) con stili diversi.

Puoi intervenire in tempo reale sulle tracce in tre modi.

DrummerDrummer di GarageBand è un piccolo capolavoro

Il primo è un pad virtuale con due assi che rappresentano due caratteristiche delle tracce ritmiche (asse dell’energia, che va da piano a forte, e asse dell’elaboratezza, che va da semplice a complesso). Piazzando il selettore su un punto del pad, ottieni tracce di batteria corrispondenti alla combinazione dei valori di X e di Y.

Il secondo è una rappresentazione schematica dei diversi elementi della batteria: cassa, rullante, piatti, charleston e tom. Sempre in tempo reale puoi scegliere quali di questi eliminare o inserire, e il tuo batterista virtuale obbedirà. Non solo: per ogni gruppo di elementi puoi scegliere sei differenti pattern ritmici, che combinati assieme creano una grande varietà.

Infine puoi regolare con due manopole la quantità di fill da inserire e il swing del pezzo.

Il concetto di Drummer è ripreso da quello usato già nelle Smart Drums di GarageBand per iOS, ma è arricchito e migliorato. Se consideriamo qualità dei risultati e facilità d’uso, si tratta di uno dei moduli di batteria più interessanti e avanzati in circolazione, che permette a chi compone e registra ma non ha un vero batterista a disposizione una ricchezza di tool e un controllo delle tracce di batteria senza precedenti.

Le foto… con la “i” minuscola!

iPhoto è l’app che, con quest’ultimo aggiornamento, ha subito meno cambi. La velocità sembra aumentata rispetto alla precedente versione, e questo aspetto non era mai stato il punto forte del programma, quindi è una buona notizia.

iPhoto overviewiPhoto è diventata più veloce

Ci sono alcuni nuovi tool di editing abbastanza convincenti (Drama, ad esempio), e anche gli strumenti di condivisione. Il Photo Sharing con iCloud è ben rodato, e continua a funzionare bene.

La versione per iOS propone anche l’opzione per ordinare copie fisiche degli album, il miglioramento dell’opzione panorama, e la possibilità di cancellare le foto dal Camera Roll.

iWork, you too!

Le tanto attese opzioni di collaborazione in tempo reale sono arrivate.

Pages condivisioneLa condivisione di un documento è questione di un attimo, in iWork for iCloud

Questo vuol dire che gruppi di persone possono ora lavorare nello stesso momento allo stesso documento, e grazie ad iWork for iCloud possono farlo anche da un PC Windows.

La rottura di questa barriera col mondo Microsoft è un passo importantissimo, perché ora iWork diventa a tutti gli effetti un’alternativa a MS Office e a Google Drive.

La versione Mac della suite è stata riscritta interamente a 64 bit, e si integra totalmente con iCloud. Tra le novità ci sono i pannelli degli strumenti intelligenti (che si adattano al contenuto), nuove transizioni per Keynote e le chart interattive in Numbers.

Un microcosmo sulle nuvole è il nostro futuro?

Il cuore della novità, quindi, è questo nuovo ecosistema coerente di app che unisce assieme tutti i dispositivi, decretando la fine della postazione di lavoro come era intesa fino ad ora e trasformando ogni luogo nel tuo ufficio. I file, già di per sé oggetti intangibili, perdono anche la loro “fisicità” intesa come presenza in un determinato dispositivo, e diventano raggiungibili da ovunque, con tanti mezzi diversi.

Questo ovviamente avrà delle conseguenze sempre più importanti sul mondo dell’hardware consumer, che sta diventando rapidamente solo un mezzo di accesso a servizi delocalizzati. Ed è questo uno dei motivi per cui negli ultimi anni i cambiamenti più rilevanti del mondo digitale si sono focalizzati molto più sulle interfacce con cui l’utente si approccia alla macchina (ad esempio i controlli touch) piuttosto che su un incremento della potenza delle macchine, che per decenni era stato l’obiettivo principale.

icloud

In questo quadro, Apple sembra ora trovarsi a proprio agio tanto quanto Big G. Sarà interessante scoprire se il potenziale del ricco e coerente ecosistema di Cupertino verrà sfruttato fino in fondo, e se le abitudini di fruizione dei servizi offerti dalla tecnologia cambieranno come il percorso intrapreso dai grossi calibri (Google in testa) lascia intuire.

Se vuoi conoscere meglio le novità che ci ha portato il nuovo OS X di Apple, abbiamo due articoli pronti per te: una panoramica di Mavericks e un approfondimento su iBooks e Mappe.

Pier Francesco Piccolomini

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