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iWork for iCloud: il nostro test

Pier Francesco Piccolomini

Pier Francesco Piccolomini

  • Aggiornato:

iWork, la suite da ufficio di Apple, si sposta su iCloud. E anche gli utenti PC potranno usare Pages, Numbers e Keynote. Senza installare nulla.

La migrazione delle applicazioni dai computer fisici degli utenti ai server remoti è una tendenza che trova quotidianamente nuove conferme. Pochi mesi fa è successo perfino alla Creative Suite di Adobe, Photoshop in testa. Ora è la volta di Apple, che sposta il suo pacchetto di produttività on the cloud.

iWork for iCloud: il nostro test

Cosa vuol dire? Che per usare Pages, Numbers e Keynote non servirà più installarli nel Mac. Basterà un computer (anche Windows) e un browser. Una mossa grazie alla quale Cupertino si butta nella mischia delle suite da ufficio, aprendo anche ai PC, pressando i due grandi concorrenti del settore: Office 365 di Microsoft e Google Drive.

Il servizio sarà lanciato in autunno, ma noi abbiamo testato iWork for iCloud beta per vedere cosa offre, come funziona e se sia o non sia migliore dei prodotti concorrenti.

La bellezza della semplicità

iCloud pagina principaleLa pagina di inizio di icloud.com con le tre applicazioni di iWork

La prima cosa che si nota aprendo una delle tre applicazioni è una certa semplificazione rispetto alle corrispondenti versioni desktop. Gli strumenti a disposizione sono di meno, ma è piuttosto sorprendente come, nel corso del test, non abbiamo sentito la mancanza di nessun tool.

Questo vuol dire, forse, che le suite da ufficio tradizionali offrono più di quanto la maggior parte degli utenti abbia bisogno. In iWork for iCloud, infatti, c’è tutto quello che serve per creare documenti professionali.

Questo porta anche, inevitabilmente, alla semplicità d’uso. Il flusso di lavoro è incredibilmente intuitivo. Il supporto del drag and drop (anche dal desktop) è totale, come da tradizione alla Apple fin dagli albori dei Mac.

In Pages, ad esempio, il testo si adatta automaticamente (e in tempo reale) ai contorni delle immagini che trascini sui documenti, una funzione che di solito si trova in applicazioni di desktop publishing avanzate piuttosto che su programmi di videoscrittura.

Pages warping del testo attorno a una immagine 2Il testo si adatta ai bordi delle immagini

Non solo: trascinando un foglio Excel creato con la suite Microsoft sull’interfaccia di Numbers, potrai lavorarci ed editarlo. Piccoli dettagli che fanno la differenza.

Numbers importazione file XLSPer importare un file XLS basta trascinarlo sull’interfaccia di Numbers

Keynote, dal canto suo, offre transizioni personalizzabili in base alle esigenze e incredibilmente fluide, tanto che i risultati sono indistinguibili da quelli ottenuti con l’applicazione desktop.

Una cosa di cui si sente la mancanza, invece, sono alcuni shortcut. Chi è abituato ad usarli dovrà rivedere il proprio flusso di lavoro, perché nella versione online del pacchetto non troverà tutte le scorciatoie da tastiera disponibili nelle versioni desktop.

Tutte le applicazioni offrono un ragionevole numero di font e un bel po’ di template di qualità. Pages, ad esempio, ne ha 16.

Pages lista templateI template di Pages

Siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla velocità di risposta di tutti e tre gli applicativi, anche se la vera prova del nove si potrà fare quando il pacchetto non sarà più in beta e inizierà ad essere usato massicciamente. I server Apple, storicamente, sono molto efficienti, quindi siamo propensi a pensare che da questo punto di vista non ci saranno problemi.

Ma diamo un’occhiata più da vicino ad ognuno dei tre programmi.

Pages

Creare un nuovo documento è molto facile, con Pages. Soprattutto partendo da uno dei template.


Le tre categorie di strumenti principali sono in alto nella parte centrale dell’interfaccia, e sono Text, Shape e Image.

Nella colonna di destra, a seconda dell’elemento che evidenzi, ci sono le opzioni disponibili. Nel caso del testo, ad esempio, avrai tutte le opzioni classiche di formattazione, allineamento, spaziatura, stile e incolonnamento.

Alcuni strumenti non sono presenti nella beta ma saranno inclusi nella versione definitiva. Tra di essi, lo storico delle versioni dei documenti, l’editing delle tabelle e l’opzione di stampa.

pagesSe importi in iWork for iCloud beta un documento che contiene oggetti non ancora supportati (ad esempio le tabelle), questi possono avere due diversi comportamenti: alcuni compariranno ma non potranno essere editati, altri non compariranno affatto, e saranno rimossi da iWork for iCloud.

Puoi importare file Word in Pages con un semplice trascinamento, ma ricorda che il programma non può aprire documenti criptati con password. Per editare questi file, devi prima disabilitare la protezione.

Tutti i documenti che crei vengono salvati automaticamente e conservati nel pannello di inizio di Pages. Lo stesso vale per i documenti di Numbers e Keynote.

Trovi la versione desktop per Mac di Pages qui.

Pages schermata inizio

Numbers

NumbersNon possiede l’enorme mole di funzioni di MS Excel, e questo è un bene o un male a seconda delle esigenze di ciascuno. La “potenza di fuoco” del foglio di calcolo di Microsoft, infatti, è positiva per chi usa Excel ad alti livelli, ma per l’utente medio è principalmente un problema.

Numbers è invece meno potente, ma molto abbordabile e decisamente amichevole.

Numbers esempio di template

Il flusso di lavoro è rapido


La componente grafica è particolarmente curata, quindi ottenere dei fogli di calcolo belli da vedere (oltre che tecnicamente ben fatti) è più facile che con qualunque altro programma concorrente. Particolarmente interessante e user friendly è l’inserimento delle immagini nei documenti.

Numbers quarto tab con grafico

I fogli di calcolo prendono colore!

L’importazione di file XLS è molto buona, il file originario viene aperto senza problemi e può essere editato come fosse stato creato in Numbers for iCloud. Sul versante compatibilità, dunque, Apple ha lavorato bene.

Trovi la versione desktop per Mac di Numbers qui.

Keynote

Keynote-icnsDelle tre applicazioni del pacchetto, Keynote è per certi aspetti quella che ci ha maggiormente impressionati.

Le palette di strumenti sono simili a quelle disponibili per le altre due applicazioni: puoi lavorare sul testo, sulla posizione e gli effetti delle immagini e il workflow è rapido ed intuitivo.

Keynote seconda slide con testoAlcuni strumenti di Keynote

Ma soprattutto hai a disposizione transizioni che funzionano senza intoppi, il che sorprende considerato che il programma si trova su un server remoto e non sul computer dell’utente.

Le presentazioni si fanno partire con il tasto Play in alto a sinistra, e il passaggio allo schermo intero per la visualizzazione è uguale a quello a cui siamo abituati a vedere in OS X.

Anche in questo caso, l’applicazione offre meno strumenti rispetto al capostipite della categoria (PowerPoint), ma compensa con un flusso di lavoro che conquista immediatamente, e con i consueti bei template.

Keynote lista template

Trovi la versione di Keynotes desktop per Mac qui.

E la collaborazione?

Per il momento non ci sono strumenti che consentano agli utenti di collaborare. Se non venissero aggiunti, sarebbe una mancanza non solo significativa, ma anche poco comprensibile. Apple infatti possiede già la tecnologia per questo genere di servizio, e la concorrenza (Microsoft e Google in testa) sta puntando molto sulla possibilità di lavorare in team a distanza sugli stessi documenti.

Se poi l’obiettivo di Cupertino è conquistare utenti a scapito di Office 365 e Google Drive, dovrà necessariamente prevedere la possibilità di condividere documenti all’interno di gruppi di lavoro, una delle principali giustificazioni dello spostamento delle suite da ufficio dai computer alla nuvola.

Il paragone con la concorrenza

Come abbiamo accennato, iWork entra di diritto nell’arena in cui già da un po’ Microsoft Office 365 e Google Drive si danno battaglia.

Ciascuno dei tre gladiatori in lotta ha punti di forza e punti deboli. Office 365 conta su una base di utenti amplissima, ereditata da Office per computer desktop, e su una grande quantità di strumenti, ma è sovradimensionato per la maggior parte degli utenti ed ha una vocazione orientata all’utenza business.

microsoft-office

Google Drive, dal canto suo, è l’unica delle tre suite a nascere come web app, e non ha quindi subito il trauma del trasporto on the cloud (con le conseguenze che questo sempre comporta). Inoltre è un pacchetto totalmente “laico”, che offre servizi buoni su qualunque dispositivo fisso e mobile e che garantisce strumenti di collaborazione di prim’ordine e un’ottima compatibilità con MS Office.

google-drive

Di contro, gli strumenti di creazione e di editing sono piuttosto basilari, e l’interfaccia minimal a volte appare un po’ troppo asciutta, e dopo molte ore consecutive di uso può essere un po’ deprimente.

iWork for iCloudE iWork for iCloud? La suite sembra ben bilanciata tra quantità di strumenti, semplicità d’uso e gradevolezza estetica.

La sincronizzazione con i dispositivi mobili Apple è, ovviamente, totale, ma purtroppo gli utenti Android sembrerebbero tagliati fuori. Inoltre, come abbiamo accennato, iWork è il pacchetto che per ora sembra meno orientato alla collaborazione, anche se dobbiamo aspettare il lancio ufficiale per poterlo affermare con certezza.

Conclusioni

Usando iWork non si ha mai la sensazione di usare un’applicazione remota. La risposta è sempre immediata, e anche le funzioni più “impegnative”, ad esempio le transizioni di Keynote o gli strumenti di editing, vanno lisce come l’olio.

Questa estrema facilità di utilizzo unita all’interfaccia meglio realizzata della categoria rende la suite di Apple molto desiderabile. Se Cupertino lavorerà su dei buoni strumenti di collaborazione, una considerevole fetta di utenza di suite da ufficio potrebbe preferire questo prodotto nuovo a quelli concorrenti, perché è ritagliato sulle esigenze concrete della maggior parte delle persone, a cui servono solo alcuni strumenti, facili da gestire e (non guasta) belli da vedere.

Staremo a vedere. Intanto, consigliamo a tutti di restare sintonizzati, e provare la suite appena sarà a disposizione. Potrebbe essere una graditissima sorpresa.

iWork for iCloud funziona su Safari 6.0.3 o versioni successive, Google Chrome 27.0.1 e versioni successive e Internet Explorer 9.0.8 e versioni successive. Firefox non è per ora supportato.

E le suite da ufficio tradizionali? Be’, la fanno ancora da padrone. Ecco 8 alternative a Microsoft Office che potrebbero piacerti.

Pier Francesco Piccolomini

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