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Harry Potter HBO, riprese già “brutali”: limiti per i minori e sicurezza rafforzata

Sul set finestre strettissime per rispettare scuola, pause e riposo

Harry Potter HBO, riprese già “brutali”: limiti per i minori e sicurezza rafforzata

Chema Carvajal Sarabia

  • 19 luglio 2026
  • Aggiornato: 19 luglio 2026 alle ore 06:05
Harry Potter HBO, riprese già “brutali”: limiti per i minori e sicurezza rafforzata

Harry Potter HBO: riprese “brutali” tra limiti per i minori e sicurezza rafforzata

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Nelle ultime settimane, la nuova serie HBO di Harry Potter avrebbe dovuto fare i conti con condizioni di lavoro che il direttore della fotografia Adriano Goldman ha definito “brutali”, soprattutto per un motivo molto concreto: ogni giornata di riprese va incastrata dentro i rigidi limiti previsti nel Regno Unito per gli attori minorenni.

Per una saga che punta a trasformare i sette libri di J.K. Rowling in un adattamento fedele e pensato per durare a lungo, la logistica sta già emergendo come uno degli ostacoli più pesanti.

Stando a quanto raccontato da Adriano Goldman, il calendario finirebbe per obbligare la troupe a lavorare in finestre di tempo davvero ristrette.

Harry Potter HBO, perché le riprese sono così complicate

Goldman ha spiegato che le condizioni di lavorazione sono “davvero complicate”, in gran parte per via delle regole britanniche che tutelano i minori.

Nel Regno Unito, bambini e ragazzi impegnati in produzioni televisive o cinematografiche possono restare sul set solo per un numero limitato di ore. A questo si aggiunge tutto il resto: tempo da dedicare all’istruzione, pause obbligatorie e riposo.

Tradotto in pratica, la produzione deve avere quasi tutto pronto prima. Poi, quando i giovani interpreti sono davvero disponibili, bisogna girare in fretta.

In certi casi, sempre secondo Goldman, il tempo utile sarebbe addirittura di appena 90 minuti.

Si preparano prima le luci, i movimenti di macchina, le inquadrature. Poi si gira a ritmo serrato, cercando di portare a casa quanti più setup possibile in pochissimo tempo.

Un meccanismo del genere, però, non sembra ideale nemmeno sul piano creativo.

Quando devi comprimere così tanto lavoro in uno spazio di tempo tanto stretto, basta poco per mandare tutto fuori asse. Un imprevisto pesa subito di più, e il margine per rifinire davvero una scena si assottiglia parecchio.

Un adattamento decennale con debutto previsto a Natale 2026

La posta in gioco, qui, è enorme.

HBO sta impostando la serie come un adattamento fedele e destinato a durare un decennio dei romanzi di J.K. Rowling, con l’idea di dedicare una stagione a ciascun libro.

È una scelta molto diversa rispetto a quella dei film, pensata per lasciare più spazio ai personaggi, alle sottotrame e ai dettagli del mondo magico.

E non c’entra molto neppure con l’identità della saga cinematografica originale: secondo Adriano Goldman, anche l’impianto visivo dovrebbe andare in un’altra direzione, con una tavolozza più vibrante e un ricorso più marcato agli effetti pratici, invece di appoggiarsi in modo massiccio alla CGI.

Sul fronte dei tempi, l’obiettivo indicato da HBO resta lo stesso: debutto per Natale 2026.

Bullismo sul set e sicurezza rafforzata

Ai problemi di produzione, a quanto pare, si sarebbero sommati anche altri grattacapi.

Secondo varie ricostruzioni circolate nelle ultime settimane, sul set ci sarebbero stati episodi di bullismo tra giovani membri del cast, compresa una colluttazione fisica tra due comparse dodicenni.

In risposta, sempre stando alle stesse ricostruzioni, la produzione avrebbe introdotto politiche anti-bullismo più severe.

Poi c’è il capitolo sicurezza.

Secondo diverse ricostruzioni emerse nelle ultime settimane, il set avrebbe rafforzato le misure di protezione dopo che Paapa Essiedu , scelto per interpretare Severus Snape, è diventato bersaglio di minacce di morte e insulti razzisti.

Tra un’ambizione enorme, la necessità di tutelare i minori e tensioni che arrivano anche da fuori dal set, la nuova incarnazione di Harry Potter appare già adesso come un progetto complicato.

E se il traguardo resta Natale 2026, la domanda vera è soprattutto etica: fino a che punto puoi spingere una produzione così ambiziosa senza pagare il prezzo in qualità, sicurezza e serenità sul set?

Chema Carvajal Sarabia

Giornalista specializzato in tecnologia, intrattenimento e videogiochi. Scrivere di ciò che mi appassiona (gadget, giochi e film) mi permette di mantenere la sanità mentale e di svegliarmi con un sorriso sul viso quando suona la sveglia. PS: questo non è vero al 100% del tempo.

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