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Google Helpouts: l’Answers del futuro

Fabrizio Ferri-Benedetti

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Un informatico ti spiega come formattare l’hard disk, una pasticcera ti aiuta con un ricetta, un meccanico ti fa vedere come aggiustare la bici. Tutto questo con un video ed a prezzi modici (o gratis).

Così sarà Google Helpouts, il servizio consulenze professionali che Google sta per lanciare e che si baserà sulla videochat di Hangouts per collegarti in video con migliaia di esperti pronti a rispondere alle tue domande e a risolvere i tuoi pro.

Google Helpouts: l’Answers del futuro

Helpouts: l’Hangouts con gli esperti

Il funzionamento è semplice: se sei un esperto puoi fare la tua presentazione in formato video in qualsiasi momento, da qualsiasi posto dove ci sia una connessione disponibile e avvisando in anticipo i tuoi clienti del giorno e l’ora in cui sarai online.

Schermata principale per creare un Helpouts (fonte)

Come si contatta un esperto? Semplicemente andando alla pagina del suo profilo, che deve contenere informazioni chiare, veritiere e concrete su quello che si offre. Il profilo contiene una descrizione e i titoli professionali dell’esperto, che Google verificherà solamente se sei un professionista in ambito sanitario.

Il pagamento avviene attraverso Google

Una sessione di Helpouts può essere gratuita e a pagamento, e in quest’ultimo caso si paga a tempo o a sessione intera. Il pagamento avviene attraverso il Google Wallet, il “PayPal” di Google. Se hai già comprato almeno una volta attraverso Google Play, hai già un account Wallet.

Videoconferenze su Helpouts. Alcune sono gratuite, altre a pagamento (fonte)

Vuoi avere una copia del video? La registrazione degli Helpouts verrà messa a disposizione alla fine dell’Helpouts se entrambi, cliente ed esperto, hanno dato il consenso. Una volta salvata la registrazione, potrai rivederla quando vuoi in un secondo momento.

Le condizioni sono rigide

Le promesse miracolose non sono consentite, e nemmeno spam o truffe. D’altra parte i profili non possono contenere dati personali, come numeri di telefono o indirizzi email, che consentirebbero di eludere le commissioni di Helpouts.

Le condizioni d’uso di Google Helpouts sono molto dettagliate (fonte)

Queste restrizioni dovrebbero proteggere tanto il cliente quanto l’esperto. Se si usa una piattaforma chiusa, la sicurezza è maggiore e se per esempio il cliente non resta soddisfatto, Google gli restituisce i soldi.

Google decide ciò che è ammissibile

La sicurezza però implica anche il fatto che Google possa registrare gli Helpout, e questo per diversi motivi, come il controllo di qualità e la sicurezza (se il cliente ha meno di 18 anni si farà sempre una registrazione). Niente registrazione invece se il tema dell’Helpout è personale.

Le principali categorie di Google Helpouts (fonte)

Tra i temi proibiti in Helpouts troviamo non solo quelli a contenuto chiaramente illegale, è ovvio, ma anche quelli che Google chiama “temi adulti”, come i consigli sulle relazioni sentimentali, controllo della natalità, aborto e la sessualità.

I temi di carattere medico e psicologico vengono trattati in maniera speciale (fonte)

Helpouts si riserva il diritto di stabilire ciò che è appropriato e ciò che non lo è. Come azienda che offre un servizio, ha tutto il diritto di effettuare controlli. Questo non piacerà a chi ha a cuore la sua privacy, e nemmeno ai difensori della libertà di espressione.

Perché Helpouts? Perché adesso?

Non è la prima volta che Google cerca di salvare il mondo con un servizio di risposte fornite da esperti. Google Answers, lanciato nel 2002, era in sostanza la stessa cosa di Helpouts, però era solo in modalità testo, fatto cioè di domande e risposte solo scritte.

Questo è il triste aspetto attuale di Google Answers

Google Answers non ha avuto successo. Affetto da molti problemi, tra i quali le regole molto severe e la scarsa popolarità, è stato chiuso nel 2006. In seguito sono nati servizi gratuiti come Yahoo! Answers e Quora che hanno avuto maggior successo.

Con il successo dei video-tutorial su YouTube e di Google Hangouts come piattaforma per le riunioni online, nella testa dei capi di Google deve essersi accesa una lampadina e hanno deciso di dare un seconda opportunità al loro sistema di domande e risposte.

La popolarità dei tutorial su YouTube è fuori discussione e difficile da intaccare

Questo Helpouts sembra a prima vista molto interessante, però è possibile che inizialmente debba soffrire gli stessi problemi che ha avuto Answers a suo tempo. Il filtraggio delle informazioni indica che l’azienda farà sentire molto la sua presenza.

Non è solo una questione di soldi comunque, visto che molta gente non desidera pagare per acquisire conoscenze, ma anche di libertà: Google obbliga a pagare attraverso il Wallet, controlla le conferenze e decide quali temi si possono trattare.

L’alternativa? Usare Hangouts, che è gratuito, oppure YouTube (con pubblicità). Però nessuno dei due offre le garanzie di sicurezza di Google Helpouts. È come vendere qualcosa fuori da eBay: è possibile certo, però non è altrettanto sicuro.

E tu come useresti Google Helpouts?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

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