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Google Chrome, il re dei browser, festeggia il suo 5º compleanno: cosa gli riserva il futuro?

Fabrizio Ferri-Benedetti

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Il 2 settembre 2008 Google lanciava Chrome. Oggi il browser più usato al mondo, compie 5 anni. Rivediamo insieme la sua storia.

Un esordio che ci ha lasciato senza parole (2008)

Quando Google ha lanciato Chrome, il panorama della navigazione era desolante: Internet Explorer 7, pubblicato due anni prima, era il browser più utilizzato, con una quota di mercato del 67%. Firefox 3 invece, spinto dalla morte definitiva di Netscape, cercava di farsi strada, ma il suo stile era ancora molto tradizionale.

Google Chrome, il re dei browser, festeggia il suo 5º compleanno: cosa gli riserva il futuro?

Quote di mercato dei browser nel luglio 2008 (fonte)

La versione beta di Chrome ha sconvolto tutti noi con un approccio radicalmente diverso: una sola barra (“l’omnibox” che tutti hanno copiato), la modalità di navigazione privata (in incognito) e un disegno incredibilmente elegante. Mancavano ancora molte cose, come le estensioni e i temi, ma sapevamo che sarebbero arrivati presto.

Google Chrome è stato lanciato con un fumetto divertente per spiegare le novità

Ma soprattutto, Chrome ha impressionato sin dal principio per le sue prestazioni. Il suo motore JavaScript, V8, ha mostrato da subito di essere il più veloce. Il task manager di Chrome ci ha fatto pensare all’alba di un nuovo sistema operativo e non ci stavamo sbagliando: nel 2009, Google ha annunciato Chrome OS.

La strada verso la maturità (2009-2011)

Ma la vita di Chrome non è stata tutta rose e fiori. Dopo l’uscita del nuovo browser, Microsoft ha risposto subito con Internet Explorer 8, mentre Firefox iniziava a lavorare a pieno ritmo sulla versione 4. Un anno dopo il lancio, Chrome 3, con il supporto per i temi e 300 estensioni sperimentali, aveva ottenuto una quota di mercato del 3,7%. È stata però la versione 5, lanciata il 25 maggio 2010, a segnare la sua maturità come browser: finalmente abbiamo visto delle versioni stabili per Mac e Linux e l’applicazione aveva già diverse migliaia di estensioni e un motore web che superava tutti i test. Le sincronizzazione delle opzioni e i bookmark sono stati la ciliegina sulla torta. Da lì è iniziata la rivoluzione: il team di sviluppo di Chrome ha deciso di schiacciare l’acceleratore e di lanciare una nuova versione stabile ogni sei settimane. Questo cambiamento ha influenzato anche gli altri browser che, per mantenere il ritmo, hanno iniziato a pubblicare nuove versioni in un lasso di tempo sempre minore.

Grafico degli aggiornamenti di Chrome. Poi i tempi si sono accorciati (fonte)

Chrome raggiunge la leadership (2011-2013)

Alla fine del 2010, in concomitanza con l’ottava versione di Chrome, Google ha aperto il suo shop, il Chrome Web Store chrome.google.com/webstore/category/apps, con oltre 11.000 estensioni e applicazioni web. È stato l’inizio di una serie di novità (l’accelerazione grafica, il WebGL e una nuova icona) che culmina il 15 giugno 2011 con il lancio di Chrome OS.

Schermata di Chromium OS (fonte)

Chrome era contemporaneamente un browser e un sistema operativo, ma non era ancora disponibile per i cellulari. Per terminare la sua incredibile scalata, il 26 giugno 2012, Google ha lanciato la versione stabile di Chrome per Android, mentre pubblicava Chrome 20 per il desktop. Due settimane più tardi, il 9 luglio, Android 4.1 “Jelly Bean” prendeva vita portando con sé Chrome invece del browser standard.

In quel momento, proprio mentre stava per raggiungere il suo quarto anno di vita, Chrome è diventato il browser numero uno. I numeri erano impressionanti: 750 milioni di applicazioni installate dal Web Store, una quota di mercato superiore a quella di Internet Explorer (32%) e delle performance insuperabili durante il caricamento delle web apps. Da allora si è visto poco movimento. Le versioni rilasciate nel 2013 hanno aggiunto poco in termini di funzioni. I cambiamenti che Google sta facendo sono tutti “sotto il cofano”: maggiori performance, una sicurezza a prova di hacker e un nuovo motore Web, Blink, sviluppato con Opera, con cui adesso condivide anche le estensioni.

Cosa vedremo nei prossimi cinque anni?

Cinque anni, trenta versioni, 43% di quota di mercato. Non è stata nemmeno una guerra: Chrome ha superato gli altri browser e se li è lasciati alle spalle senza batter ciglio. Chrome, pezzo essenziale per la crescita delle applicazioni web e del cloud computing, ha cambiato il panorama dell’informatica come pochi prima di lui. Vedremo una versione 60 nel 2018? Non credo. La cosa più probabile è che Chrome si chiamerà semplicemente Google, un sistema-browser che ci seguirà ovunque e che sarà in tutti i dispositivi..

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

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