Ho visto il futuro dei giochi: preparati per qualcosa di davvero incredibile

Ho visto il futuro dei giochi: preparati per qualcosa di davvero incredibile

La creazione collettiva, le realtà virtuali, il cross-play… ho viaggiato nel futuro per rivelarti come saranno i giochi nel giro di pochi anni.

Quest’anno ho partecipato a Gamelab Barcelona, una grande fiera dedicata ai videogiochi e all’intrattenimento interattivo. In essa varie personalità del settore hanno parlato del loro passato, del presente e del futuro. Le loro esperienze personali e le tendenze che vediamo ogni giorno nel settore del software mi hanno fatto pensare a come potrebbe essere il mondo dei videogiochi tra pochi anni.

Nei paragrafi che seguono ti presento la mia visione del futuro. Quante di queste profezie si avvereranno?

Sarai un creatore di videogiochi

Ora più che mai, nella fasi di sviluppo di un videogioco, l’opinione dell’utente è importantissima. Una prova la ritroviamo negli oratori del Gamelab, professionisti rinomati che hanno deciso di lasciare le grandi imprese per creare dei giochi in apparenza più piccoli, ma molto più in linea con i gusti degli utenti.

Kim Swift (creatrice di Portal) o Keiji Inafune (creatore di Megaman e figura chiave del successo di Capcom) sono due stelle che ora stanno lavorando a progetti più piccoli e lo fanno attraverso i finanziamenti crowdfunding, in cui la collaborazione dei fan è essenziale. Come affermato da Inafune “lavorare fuori da una grande azienda significa avere poco denaro, ma molta più libertà“.

Keiji Inafune ha avuto un grande successo con il suo primo progetto indipendente

Questa libertà implica anche ascoltare l’utente che, grazie ai moderni mezzi di comunicazione (social network, piattaforme di crowdfunding come Kickstarter, la proliferazione delle beta e l’accesso anticipato ai giochi), possono parlare direttamente con gli sviluppatori e spiegar loro come migliorerebbero un gioco.
Un giocatore non è uno sviluppatore professionista, ma a volte il suo parere è più importante di quello di un genio della programmazione: non per niente ha una vasta conoscenza del settore, i trentenni hanno trascorso due decenni a giocare senza sosta e sarà lui ad usare il prodotto finale. Così, le critiche sui livelli troppo facili, sui personaggi con poco carisma o sui controlli poco chiari possono migliorare notevolmente un videogioco.
Kim Swift pensa che i giocatori dovrebbero essere ancora più attivi, creando i propri contenuti sotto forma di mod o livelli personalizzati. Da GTA a Goat Simulator, passando da FIFA o da The Elder Scrolls e The Sims, tutti i più importanti giochi per PC supportano la creazione e l’installazione di mod. Quindi, non stupirti se questa tendenza continua a crescere e diventa sempre più facile, come già avviene con giochi come Minecraft, in cui non solo puoi apportare delle modifiche, ma l’utente viene apertamente incoraggiato a farlo.
Lo sviluppatore è il creatore del gioco, ma senza il sostegno del pubblico non esisterebbe, quindi perché non dare all’utente il titolo onorario di secondo creatore?

Goat Simulator deve il suo successo alla sua comunità di modder

Viaggerai nella quarta dimensione

Da molti anni cercano di venderci la realtà virtuale come qualcosa di eccezionale. Negli anni ’90 c’è stato un tentativo di implementazione, ma non è stata possibile a causa delle limitazioni tecniche (virtuale sì, reale non tanto) e dei prezzi esorbitanti. Sembra però che le cose potrebbero cambiare tra pochi anni: sul mercato non c’è solo Oculus Rift, bensì una generazione di dispositivi weareable che offrono all’utente una quarta dimensione in termini di software.

Jade Raymond, direttore di Ubisoft Toronto, non ha dubbi: il futuro è nella quarta dimensione. Pertanto, egli ritiene che tra pochi anni sui dispositivi sarà molto comune trovare non solo i programmi e le applicazioni, ma anche i giochi.

E chi dice realtà virtuale dice anche realtà aumentata, caratteristica che in un futuro potrà fornire grande divertimento ai giocatori. Alcuni giochi, come la saga Invizimals, la applicano molto bene, ma sono ancora “giochi per bambini”. Come attrarre il giocatore adulto? Con opzioni come Ingress.

In Ingress la tua città è la scena di gioco

Ingress, già disponibile per Android, è un videogame di suspense e di investigazione ambientato nel mondo reale. In esso, dovrai conquistare zone emblematiche della città e avrai degli alleati, che sono altri giocatori di tutto il mondo. Utilizzando la tecnologia della realtà aumentata, il gioco situa le sfide nel tuo ambiente quotidiano: il videogame ti obbliga a muoverti per la tua città e si combina con gameplay più classici, come la strategia o l’hacking in stile Watch Dogs.

Ingress è solo l’inizio, ma è una buona idea che può essere applicata a questa nuova generazione di dispositivi che servono per controllare la nostra attività fisica, ma che possono anche essere una grande piattaforma di intrattenimento interattivo.

Giocherai ovunque (letteralmente)

I giochi mobile ci portano inevitabilmente al cross-play o “gioca ovunque”. La tendenza dei videogame che funzionano indifferentemente su diverse piattaforme (ad esempio, inizi un gioco su Facebook per continuare la partita sul tuo smartphone Android e più tardi su iPad) sta aumentando e attraversa la barriera dei casual game.

Così, le companion app di alcuni grandi titoli come Assassin ‘s Creed 4 ti permettono di continuare a giocare anche con il PC o la console spenti. Ovviamente non si tratta del gioco completo, ma di una continuazione della partita.

Inoltre, con dei dispositivi sempre più potenti e la possibilità di giocare in streaming, dove la potenza del tuo computer non è importante, non ci sarà nulla che riuscirà a separarti dal tuo gioco preferito.

Fino a che punto si evolveranno le companion app?

Socializzerai come non hai mai fatto prima

La realtà aumentata e la possibilità di giocare ovunque ti potrebbero far pensare che nel futuro saremo talmente concentrati sullo schermo da non vedere le persone che ci circondano. Mi rallegra dirti che sarà tutto l’opposto: i nuovi modi di giocare ci renderanno più sociali.

Come succede con i social network, che ci permettono di interagire con le persone di tutto il mondo, i giochi del futuro potranno essere altrettanto importanti per le relazioni sociali.

Jade Raymond non ha dubbi: questi giochi ci metteranno in contatto con persone che stanno partecipando a quel videogame e vorremo collaborare con loro, simultaneamente o no.

Anche Kim Swift è stata molto ottimista in questo senso: come giocatrice esperta apprezza il multiplayer cooperativo di Borderlands 2, gioco completamente tradizionale. È chiaro che le comunità di gioco online continuano a crescere e ciò non cambierà, soprattutto adesso che le connessioni a internet sono numerose e migliori.

La modalità multiplayer di Borderlands 2 ha un enorme successo

Inoltre, Alex Rigopulus, CEO di Harmonix, ritiene che l’atto di giocare sia uno dei più sociali. La prova sta nel grande successo dei suoi videogame, iniziando da Guitar Hero e terminando con Dance Central, tutti giochi in cui il divertimento aumenta in compagnia.

Così sembra che il giocatore del futuro, a differenza di quel che si dice, non sarà isolato, bensì una persona che gioca con amici reali o virtuali, e sempre legata alla comunità di giocatori.

La simulazione di ballo è un ottimo terreno per il gioco sociale

Quale di queste profezie si avvereranno?

Dieci anni fa chi avrebbe mai detto che avremmo giocato su piccoli computer tattili mentre guardiamo la TV e parliamo con gli amici attraverso un potente cellulare?

L’utente di oggi è completamente multitasking ed è chiaro che l’industria dei videogiochi lo ha bene in mente. Per questo le nostre partite non saranno legate a un solo luogo fisico, anche nei giochi più tradizionali.

Riteniamo pertanto che tutte queste teorie illustrate dagli esperti citati nel Gamelab sono la maggior parte realizzabili in una realtà futura.

Il problema è: quando vedremo questa evoluzione? Tra 10 anni? O forse tra 5?

[Adattamento di un articolo originale di Maria Baeta su Softonic ES]

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