Foursquare si sdoppia. Per non sparire

Foursquare si sdoppia. Per non sparire

Foursquare, il social network basato sulla geolocalizzazione, si trasforma in due app distinte. E diventa il simbolo della prossima generazione di app monofunzione.

Foursquare a cinque anni dalla sua fondazione si scinde in due app separate, ciascuna delle quali svolge uno solo dei due principali compiti che il servizio originario forniva.

E così, accanto al nuovo Foursquare per Android e iPhone nascerà Swarm. Gli utenti Windows Phone dovranno invece pazientare un po’ di più prima di vedere le app disponibili anche sul loro dispositivo.

Il nuovo prodotto servirà esclusivamente per mantenerti in contatto con i tuoi amici (sapere dove sono, far sapere loro dove sei e dove andrai), mentre all’app originaria rimarrà la funzione di scoperta di nuovi luoghi per mangiare, bere o divertirsi.

Ma perché Dennis Crowley, fondatore del servizio, ha deciso di scommettere su un’operazione del genere? Perché è convinto che un’app che fa due cose non funzioni, mentre due che ne facciano una ciascuna siano la strada da percorrere? Proviamo ad analizzare il caso Foursquare e a ricavarne delle conclusioni.

Foursquare e Swarm

Foursquare logoChe ruolo avrà quindi la nuova Foursquare? Principalmente, quello di guida ai locali di una città. A ben vedere potremmo quindi considerarla una concorrente di Yelp, la “guida urbana online”.

Rispetto a questa, però, terrà in considerazione dove sei stato in precedenza, cosa ti è piaciuto e cosa è piaciuto ai tuoi contatti, e offrirà valutazioni di locali fatte da amici (ed anche da esperti), il che dovrebbe offrirti una sorta di guida personalizzata molto più rilevante e più affidabile, perché fondata sull’opinione di persone di cui ti fidi, rispetto a Yelp.

swarm_bee_logoSwarm, che sarà disponibile a breve, rispetto al Foursquare delle origini offrirà invece un’iniezione extra di privacy, perché di default non mostrerà la tua posizione esatta, ma una approssimativa, che informi i tuoi amici semplicemente sulla zona in cui ti trovi, dandoti la possibilità di incrementare la precisione solo se lo desideri.

Inoltre funzionerà in maniera più automatica, e se vuoi fornirà automaticamente la tua posizione approssimativa ai tuoi contatti anche senza effettuare un check-in.

Naturalmente le due app saranno fortemente connesse tra loro, e formeranno un mini ecosistema coerente e fluido in cui sarà molto semplice passare da un’applicazione all’altra.

Separare: perché?

La decisione di creare due app diverse, come spiegato sul blog ufficiale di Foursquare e in un’intervista esclusiva a The Verge, è stata presa osservando il comportamento degli utenti, che 19 volte su 20 usavano l’app o solamente per effettuare check-in o solamente per scoprire nuovi locali.

Solo il 5% degli utenti di Foursquare aprivano l’app per individuare un amico e per trovare un ristorante,

specifica Noah Weiss (vicepresidente dell’azienda). Che aggiunge:

Ci eravamo lanciati in una sorta di missione impossibile: avere un’app mobile monofunzione che in realtà svolgeva due funzioni differenti.

Jon Steinback (VP Product Experience) specifica:

L’utilizzo della tecnologia mobile si è allargato e si è evoluto. Quando apri un’app lo fai per compiere un’azione specifica, non per accedere ad un’esperienza più articolata e complicata.

Da qui l’idea di separare i due servizi, potenziandoli e avvicinandoli alle esigenze concrete degli utenti.

Il nuovo mondo è modulare…

La “semplificazione” delle app sembra essere sempre più una tendenza. Sempre più spesso, infatti, ognuna di esse offre un singolo servizio, magari integrato in un ecosistema di prodotti anch’essi mono funzione.

È successo in questi giorni anche a casa di Big G: Google Drive per Android, infatti, sta per perdere la funzione di editing dei documenti, che è stata trasferita in due nuove app: Docs (per i documenti di testo) e Sheets (per i fogli di calcolo).

local-badge-foursquareÈ come se gli utenti concedessero sempre meno tempo alle applicazioni: se un’operazione non si riesce a portare a termine in pochi secondi, il programma finisce nel dimenticatoio. Per questo motivo le app “coltellini svizzeri”, con tante funzioni diverse integrate insieme, sono improvvisamente diventate obsolete, lente e indesiderabili, perché richiedono tempo, un bene che gli utenti non sembrano più disposti a concedere.

Vista da un altro punto di vista, potremmo parlare di “tendenza modulare”, che può essere considerata un’estremizzazione della sempre più pressante richiesta di personalizzazione.

Ogni utente crea sul proprio smartphone una rete di app basata sulle proprie esigenze specifiche, componendola di elementi singoli che svolgono una funzione per lui utile. In questo modo razionalizza e rende il proprio mondo digitale portatile più facile da usare.

newbie1In un microcosmo del genere, non c’è spazio per il superfluo. Se mi serve un programma per editare documenti di testo, ma non uno che faccia lo stesso con fogli di calcolo, perché dovrei scegliere un prodotto che me li offre entrambi?

… e Foursquare si adegua

Insomma, la tendenza è cambiata. Mentre un tempo i prodotti tutto-in-uno (all’insegna del motto “può sempre servire”) andavano per la maggiore, oggi la nuova legge è la frammentazione, che genera una maggiore, più consapevole possibilità di scelta.

Lo spazio e il tempo sono sempre di meno, e noi siamo sempre meno disposti a sacrificarne dei frammenti per qualcosa che non ci serve davvero. E la tecnologia, a quanto pare, si adatta di conseguenza.

E Foursquare è l’esempio perfetto di quanto questa strada stia diventando la strada maestra. Quando un’applicazione importante si assume il rischio di un cambio profondo come una ripartizione delle funzioni in due app distinte, rimettendosi totalmente in gioco, vuol dire che il gioco deve valere la candela. E presto vedremo se gli utenti premieranno questa coraggiosa scelta.

E tu, credi sia una buona idea cambiare così radicalmente un’app diffusa come Foursquare?

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