Fare soldi con le app: la mia esperienza con AppBounty

Fare soldi con le app: la mia esperienza con AppBounty

È possibile guadagnare soldi con lo smartphone? Ho provato a farlo con AppBounty e qui ti racconto la mia esperienza.

Questo mese io e i miei colleghi di Softonic abbiamo deciso di fare un esperimento: ognuno di noi ha scaricato un’app che ti promette di guadagnare dei soldi e l’abbiamo provata per vedere se eravamo in grado di racimolare qualche euro. Tra le opzioni proposte ho scelto AppBounty per Android (puoi anche usarla via web in iOS). Il funzionamento semplice e gli incentivi mi hanno incoraggiato a provarla per un mese.

Sono riuscita a ottenere qualcosa? Questa è la mia esperienza.

Come funziona AppBounty?

Il funzionamento di AppBounty è molto semplice: accedi all’applicazione e fai click su una qualsiasi delle offerte disponibili. Se esegui la procedura indicata otterrai un certo numero di punti. Il punteggio viene accumulato senza data di scadenza in modo che, quando lo ritieni più opportuno, puoi scambiarlo con dei regali. Questi omaggi non sono in denaro, come viene offerto da altre applicazioni, bensì sotto forma di buoni da spendere in vari servizi: Amazon, Steam, Xbox, iTunes… Fantastico, visto che sono un utente abituale di tutti.

Funzioni aggiuntive? No, grazie

La prima volta che ho avviato AppBounty, l’app mi ha proposto la prima offerta: se attivavo la schermata di blocco avrei ricevuto il 20% in più di punti per ogni azione eseguita. L’offerta era allettante e ho accettato. In un primo momento non mi interessava dover sbloccare lo schermo ogni volta che usavo il telefono, ma dopo pochi giorni di utilizzo dell’app l’ho disattivato perché rallentava il mio smartphone. Un 20% in più non compensava tante scocciature. Inoltre, ho visto che avrei potuto guadagnare più punti invitando i miei amici ad usare l’applicazione. Tuttavia, ho deciso di parcheggiare momentaneamente questa opzione, per vedere se prima avrei guadagnato qualcosa usando AppBounty.

Una lista piccola ma promettente

Lo stesso giorno che ho installato AppBounty ho anche iniziato ad accettare le prime offerte per guadagnare dei punti. AppBounty in ogni caso ti dice da subito cosa vuole da te: a volte è sufficiente installare un’app e avviarla, mentre altre devi eseguire qualche azione, come registrarti o giocare. 

Dove sono i miei punti?

Con le prime offerte non ci sono stati problemi: la tabella dei punti si aggiornava velocemente, avendo così il controllo in ogni momento del punteggio accumulato. Tuttavia, non so perché, dopo pochi giorni ho avuto la sensazione che le operazione svolte non si riflettevano nel mio saldo. Più tardi ho capito che a volte non registrava, mentre in altri casi ci metteva un po’ per aggiornare il punteggio, ma tutto ciò senza uno schema logico né un modo per visualizzare lo storico dei punti.

Come se non bastasse, alcune delle offerte che offrivano il maggior numero di punti non erano attive quando cercavo di eseguirle. Lo staff di AppBounty non potrebbe fare dei controlli e aggiornare periodicamente la lista? 

Una sorpresa inaspettata

Nonostante tutti i problemi, il fatto di essere vicina al mio primo voucher di un euro per Amazon, mi ha incoraggiato a continuare a utilizzare AppBounty. Un euro non è una fortuna, ma almeno dimostrava che era possibile guadagnare qualcosa senza fare fatica.

Potrai immaginare la mia sorpresa quando, dopo pochi giorni, ho scoperto che l’app aveva rimosso tutte le ricompense da un euro, trasformando il buono minimo scambiabile da uno a due euro. Questo mi ha allontanato dal mio primo obiettivo poiché, visti i problemi che ti ho spiegato, vedevo i due euro molto lontani

Con pazienza (forse) si ottiene qualcosa

AppBounty non sembra una truffa. Tuttavia, se non hai molta pazienza, i suoi difetti tecnici e le sue ambiguità ti faranno stancare prima di poter racimolare qualche euro. Se riesci a resistere potresti guadagnare un buono sconto, ma compenserà tutto il tempo sprecato?

Questa è stata la mia esperienza con AppBounty. Scopri qui, invece, quelle dei miei colleghi!

Articolo tradotto dallo spagnolo. Segui Maria Baeta

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