Fare musica con l’iPhone e l’iPad

Fare musica con l’iPhone e l’iPad

iPhone con GarageBandHo iniziato a fare musica con il computer 10 anni fa, con una versione lite di Cubase e un iMac G3 color grafite. L’HD aveva la stratosferica capienza di 30 GB, e il processore era un PowerPC da 500 MHz. Sembra cent’anni fa.

All’inizio non possedevo una scheda audio esterna, quindi collegavo chitarra, basso o microfono all’input microfonico del computer,  alla bell’e meglio (ignorando le più elementari léggi elettriche), con mediocri risultati ma grande soddisfazione. Sembrava un sogno avere uno studio di registrazione in casa.

Per ottenere buoni risultati, però, nel 2003 dovevi comprare un Mac potente e tonnellate di software e hardware, spendendo una fortuna. E oggi?

Oggi, è il caso di dirlo, la musica è cambiata. Basta uno smartphone o un tablet per avere a disposizione sequencer, drum machine, amp emulator, synth, campionatori e qualunque altro strumento ti passi per la testa. In pratica, l’intero contenuto di uno studio di registrazione è stato infilato in un oggetto che entra nella tasca dei jeans, anche se molto attillati.

E non stiamo parlando solo di musica elettronica. Che tu sia cantautore, chitarrista, che tu abbia una band rock, jazz o pop, che tu suoni la chitarra, il piano, il basso, che tu canti o che tu sappia addirittura fare tutto questo, nello smartphone hai quello che ti serve per creare, registrare, arrangiare, mixare e produrre la tua musica.

E allora iniziamo un piccolo viaggio nel mondo multicolore delle app per fare musica con l’iPhone e l’iPad.

Innanzitutto, accordiamo gli strumenti

I tuner virtuali sono tanti, e funzionano sorprendentemente bene. L’hardware dell’iPhone risponde molto bene quando si tratta di applicazioni musicali, e gli accordatori non fanno eccezione.

Accordatore n-Track identifica la nota rapidamente ed è uno dei più precisi.

Accordatore n-Track

Un’alternativa valida è Free Chromatic Tuner: Pano Tuner, anch’esso di ottima qualità e dall’aspetto forse più familiare.

Free Chromatic Tuner Pano Tuner

Per gli appassionati degli accordatori strobo (in stile Peterson, per intenderci), invece, c’è Strobe Tuner Pro. Vale la pena provare questa tipologia di tuner, che garantisce maggiore accuratezza rispetto ai modelli standard. Una volta fatta l’abitudine al bizzarro meccanismo stroboscopico, raramente si torna indietro.

Strobe Tuner Pro

I sequencer

Ancora oggi, guardando la mia DAW, fatico a immaginare che un dispositivo grande come mezzo pacchetto di sigarette 100’s possa contenere un sequencer multitraccia completo. Eppure è così.

Non solo: le opzioni sono tante. Eccone alcune.

Sequencer classici

GarageBand (iPhone, iPod touch e iPad) – Per quantità di funzioni, facilità d’uso e qualità dell’interfaccia, GarageBand per iOS è sempre un’ottima scelta per chiunque decida di usare lo smartphone come cuore del proprio studio musicale digitale portatile.

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Il sequencer mobile di Apple offre decine di strumenti virtuali da suonare con la tastiera virtuale, batterie acustiche ed elettroniche, 9 amp simulator di amplificatori storici (da Marshall a Fender).

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Uno dei tool che fanno la differenza è Smart Strings introdotto nel marzo 2012 (se hai comprato GB in una data anteriore, basta aggiornarlo tramite l’App Store), un sistema rivoluzionario per far suonare un’intera seziona di archi di un’orchestra.

Questa feature sfrutta in modo geniale le caratteristiche dello schermo touch di iPhone, iPad e iPod touch. Lavora per accordi, e ti permette di suonarne quattro inversioni differenti, di usare lo staccato e di regolare la dinamica. E tutto in modo intuitivo, con diversi movimenti delle dita sullo schermo. Un vero, piccolo gioiello.

Music Studio (iPhone, iPod touch e iPad) – Questo sequencer è semplicemente stupefacente. La gestione dell’audio, innanzitutto, è impeccabile, e la latenza praticamente zero.

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Nonostante le dimensioni dello schermo dell’iPhone, lo sviluppatore Alexander Gross è riuscito a creare un’interfaccia che garantisce un flusso di lavoro rapidissimo. Gli strumenti di editing dell’audio sono piuttosto avanzati, e si riesce a lavorare sui file audio con precisione chirurgica, grazie anche ad uno zoom dettagliatissimo.

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La tastiera a 85 tasti funziona benissimo, e l’app sfrutta fino in fondo le potenzialità del multitouch, tanto da farti dimenticare che stai lavorando su uno schermo da 4 pollici.

Music Studio offre 126 strumenti campionati a 16 bit e 44,1 kHz, 66 strumenti virtuali (con suoni spesso molto convincenti: su tutti il synth lead e  il synth bass), pad di batteria, 5 effetti di eccellente fattura, tool avanzati di editing MIDI e un sequencer da ben 127 tracce simultanee, che ti permette di registrare anche due strumenti contemporaneamente. Ma le feature sono molte, molte di più.

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Per usare un sequencer che supporta l’audio, però, devi riuscire a collegarci una chitarra. Se non vuoi comprare dell’hardware specifico, ad esempio iRig o iMix di IK Multimedia, puoi optare per il fai-da-te.

Un esempio: per registrare le parti di chitarra, prova a collegarla ad una DI Box (che trasforma il segnale ad alta impedenza dello strumento in uno a bassa impedenza, adatto per un input microfonico come quello dell’iPhone), e l’uscita jack della DI al telefono usando un riduttore da jack a mini jack. Dovrebbe funzionare.

Non collegare mai la chitarra direttamente all’input dell’iPhone: i risultati sarebbero pessimi, e probabilmente rovineresti il telefono.

Sequencer per musicisti elettronici

Qui le scelte sono tante. Tra esse, te ne proponiamo due particolarmente convincenti.

Figure (iPhone e iPad) – La svedese Propellerhead è una casa di produzione di software musicale che ha costruito la propria fortuna su un prodotto rivoluzionario: Reason.

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Quando uscì fu un’autentica epifania, e milioni di musicisti si trovarono di colpo ad avere tra le mani un sequencer modulare con una quantità di synth, drum machine ed effetti che non si era mai vista prima. L’interfaccia era barocca che più barocca non si poteva, con tanto di cavi patch che dondolavano mollemente al passaggio del mouse.

Figure, naturalmente, non è una versione di Reason per iPhone. Del suo progenitore conserva la filosofia del tutto in uno, ma in un’interfaccia sobria, squisitamente 2D, pulita, colorata ed essenziale.

Propellerhead la pubblicizza come l’app per fare musica in tre minuti. Ed effettivamente la definizione calza bene. A disposizione hai batteria, basso e lead synth. Tutto si controlla con disarmante facilità. Con Rhythm Range e Scale Step lavori sul suono.

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La batteria si suona con le dita, con un sistema di pad avanzato molto originale basato su loop che spreme fino in fondo il potente multitouch dell’iPhone.

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Per suonare non è necessaria alcuna conoscenza particolare. Uno strumento che incanala l’istinto in un binario di solido groove, con risultati profondamente soddisfacenti per chi compone e per chi ascolterà.

iKaossillator (iPhone, iPod touch e iPad) –  è basato sul touchpad MIDI Kaoss Pad, uno storico controller, campionatore e processore di effetti creato da Korg nel 1999. L’app utilizza lo stesso sistema di input, che si fonda sugli assi X e Y di un pad (in questo caso virtuale).

ikaossillator

Come nel caso di Figure, per suonare non è necessario conoscere la musica. L’app offre tra l’altro un sequencer a 5 tracce (ciascuna associata a uno dei pulsanti colorati che si trovano sotto il pad), 150 suoni diversi, 50 loop e un’interessante funzione di remix in tempo reale.

Sia la componente armonica che quella melodica si fondano su una determinata scala che stabilisci tu. Questo vuol dire, ad esempio, che impostando una scala di Re minore naturale, le note che produrrai toccando le diverse parti del pad apparterranno esclusivamente a quella scala. In poche parole, non è possibile stonare! Le scale tra cui scegliere includono le sette modali (Ionica, Dorica, Frigia…).

L’interfaccia dell’app è meno sobria di quella di Figure, con un trionfo di luci colorate che pulsano al ritmo della tua musica. Il flusso di lavoro è invece altrettanto rapido ed istintivo. Molto convincenti i suoni.

Sampler

I campionatori sono strumenti meravigliosi, perché offrono ai musicisti una libertà assoluta di sperimentare con i suoni. Prima che smartphone e tablet diventassero tanto potenti da poter sostituire i computer per fare musica, campionare era un’attività complessa, che richiedeva hardware di qualità e tanto lavoro.

Adesso hai in tasca (o al massimo nello zaino) tutto quello che ti serve. Vediamo.

SampleWiz (iPhone, iPod touch e iPad) – Questo sampler è creatività pura, unita ad un’estrema semplicità di utilizzo.

Soprattutto se usato su iPad, la tastiera è molto comoda, ed il sistema di selezione delle ottave da visualizzare è ottimo. Puoi suonare i sample anche in visualizzazione wave edit e ADSR.

SampleWiz

L’app offre una bella libreria di campioni di qualità, e registrarne di nuovi non potrebbe essere più semplice: clicchi su Start e, quando hai registrato il campione, clicchi su Stop, e il tuo nuovo suono è immediatamente disponibile.

Ci sono addirittura tre modalità diverse di sampling: Classic, Granular e Modern (che sfrutta la  tecnologia Dirac). Grazie allo schermo touch, hai una serie di strumenti di espressione enorme, tra cui il vibrato e l’ampiezza del suono.

La durata massima di un sample è 10 secondi, un tempo molto ragionevole. Ci sono anche degli ottimi preset, e avanzate (e usabilissime) funzioni di re-sampling. Un campionatore di serie A, preziosissimo per musicisti di ogni genere.

SampleTank (iPhone e iPad) – La IK Multimedia è una software house di Modena che si è fatta largo nel mondo della musica a colpi di ottime idee e di software di qualità.

SampleTank 1

L’alfiere della casa è probabilmente AmpliTube, un amp emulator per chitarristi e bassisti che coniuga suoni di altissima qualità (specialmente quelli saturi) con un uso delle risorse del computer molto ragionevole. Parleremo tra poco della versione per iOS.

SampleTank è un altro dei suoi prodotti di punta, nato per PC e Mac e ora approdato anche su iOS. Si tratta di un sample reader con 500 strumenti divisi in 16 categorie, più di 1000 pattern melodici e ritmici e un recorder MIDI a 4 tracce.

Grazie ad un editor puoi lavorare su suoni ed effetti, e connettendo l’iPhone ad un controller fisico puoi usare SampleTank come fosse un modulo di campionamento reale. È uno strumento multitimbro, può cioè riprodurre i suoni di quattro strumenti contemporaneamente. Per produrre groove molto ritmici è un gioiellino.

L’utilizzo di SampleTank non crea problemi. Dalla finestra Sound scegli la categoria dello strumento che vuoi, e poi lo strumento specifico che ti interessa. La libreria è ampliabile tramite acquisti in-app. I pacchetti di campioni sono tutti di qualità professionale.

La tastiera virtuale è scorrevole, e puoi bloccarla in un punto qualsiasi con il tasto Lucchetto. Questa soluzione è un po’ meno pratica di quella adottata da SampleWiz, sebbene non costituisca un vero problema.

La Edit Strip scorrevole, subito sopra la tastiera, contiene i parametri per modificare i suoni. Tramite il bottone Export puoi salvare interi loop, per usarli con altre applicazioni.

SampleTank 2

Unico neo di SampleTank: non puoi registrarci i tuoi campioni. Ma se cerchi un sample reader di razza, questo è una scelta eccellente.

Amp simulator

AmpliTube (iPhone, iPod touch e iPad) – Come abbiamo accennato poco sopra, quest’app è la versione mobile di AmpliTube per Mac e PC. Non si tratta di un porting puro, ma ci si avvicina parecchio.

Amplitube 1

Si tratta di un processore multieffetto avanzato con 11 emulatori di effetti a pedale analogici (le care, vecchie, intramontabili stomp box), 5 amplificatori, 5 casse e due microfoni. Come l’applicazione originale, c’è anche un modulo per registrare ciò che suoni. Di default è a singola traccia, ma puoi espanderlo a 4 tracce.

Amplitube 2

L’app offre anche loop di batteria sincronizzabili e la funzione pre-roll del recorder (che fa sì che l’inizio di una registrazione non risulti mai tagliato). Puoi anche importare musica dalla libreria di iTunes ed eliminare voce e chitarra solista con la funzione NO VOICE.

Se a questo aggiungi accordatore e metronomo e una qualità del suono molto più che soddisfacente, c’è davvero poco che si possa chiedere a quest’app. E infatti, ci limitiamo a ringraziare!

Sintetizzatori

Questa è un’altra categoria affollata. Ecco le nostre scelte.

NLogSynth PRO (iPad) – Un synth analogico virtuale vecchia scuola, con 224 suoni di default, 150 parametri editabili e audio in output a 44.1 KHz e 32 bit a virgola mobile.

NLogSynth PRO

Come da tradizione, offre le modalità poly, legato e mono, il controllo della velocity. La dimensione dei tasti della tastiera virtuale è personalizzabile, ma puoi anche usare un controller MIDI USB esterno per suonare l’NLogSynth PRO.

I suoni di questo virtual synth sono bellissimi, e la stabilità dell’app la rende perfetta per l’uso live.

SunrizerXS synth (iPhone, iPod touch e iPad) – Questo sintetizzatore, un po’ più semplice del precedente, gira bene anche su iPhone 3GS. Deriva direttamente dal famoso Sunrizer, ma è più  leggero e meno potente.

SunrizerXS synth

Emula egregiamente il SuperSaw del Roland JP-8000, in questo caso con 2 oscillatori per ogni voce. La polifonia cambia a seconda dell’iPhone su cui è installata l’app: tre voci per l’iPhone 3GS, 7 per l’iPhone 4 o modello superiore.

Se non vuoi impazzire con mille parametri ma vuoi un suono synth che spacca i muri, questo piccoletto ti darà soddisfazione.

Drum Machine

FunkBox Drum Machine (iPhone, iPod touch e iPad) – Se sei affezionato ai suoni delle drum machine analogiche, FunkBox è una manna dal cielo. Ne incorpora ben 14, tra cui la 808, la 909, la LM-2 e la CR-78. Un tripudio di anni 80 e 90!

funkbox1

Oltre ai 36 pattern offerti di default (divisi in tre banchi), l’app ti consente di crearne di nuovi. La programmazione è semplicissima. L’interfaccia è meravigliosamente vintage, con tutto il necessario: tempo, tap tempo, tasto Swing e anche un’utile leva, Pattern Queue, che, in caso tu cambi pattern durante la riproduzione, attende che il precedente suoni fino alla fine prima di passare al successivo.

Una drum machine ottima sia per fare pratica con chitarra o basso, sia per comporre (l’hanno usata i Gorillaz per The Fall).

iMaschine (iPhone, iPod touch e iPad) – In questa rassegna non poteva non esserci almeno un prodotto della Native Instruments, la software house berlinese che ha creato sua maestà GuitarRig, Battery, Kontakt, Reaktor e innumerevoli altri prodotti musicali professionali.

imaschine1

È una versione software del controller Maschine, ed è un avanzatissimo blocco per appunti musicali. Ti offre 16 pad di percussioni (con tantissimi suoni diversi, acustici ed elettronici), una tastiera virtuale e un audio recorder.

Ti permette, ad esempio, di registrare un pattern di batteria, mandarlo automaticamente in loop, suonarci sopra una linea di basso, mandarla in loop, aggiungere degli accordi e una melodia di synth, mandarli in loop e poi registrare le parti vocali (cori e lead).

imaschine2

È difficile immaginare uno strumento più semplice e più potente per un musicista che voglia catturare un’idea. Da quando ho quest’app nel mio iPhone, non riesco a smettere di usarla. E devo anche ammettere che aiuta moltissimo la creatività.

Conclusioni

Questa selezione di app per musicisti è per forza di cose parziale, e legata alle mie esperienze personali. È più una panoramica che ti mostra quello che puoi fare con un iPhone o un iPad se hai voglia di suonare. Ma è anche uno spunto per una riflessione sulla tecnologia.

Mostra infatti come gli schermi touch abbiano dato una prospettiva nuova agli strumenti digitali per fare musica. Questa modo rivoluzionario di approcciarsi alla UI, ormai è evidente, aderisce perfettamente agli scopi e al flusso di lavoro dei musicisti. Quindi è cosa buona. Al di là degli integralismi, che anche nella musica esistono.

Io amo la musica. Amo suonare. E ogni volta che trovo qualcosa che mi aiuta a farlo, sono felice. E nelle app di cui vi ho parlato, di questa felicità ce ne sta un bel po’. Per ognuno di noi. Buona musica a tutti!

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