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È in pericolo la nostra privacy? L’Europa obbliga Google ad aprire Android a qualsiasi app di IA

Gli assistenti terzi potranno accedere a schermo, sensori e app

È in pericolo la nostra privacy? L’Europa obbliga Google ad aprire Android a qualsiasi app di IA

David Bernal Raspall

  • 18 luglio 2026
  • Aggiornato: 18 luglio 2026 alle ore 06:03
È in pericolo la nostra privacy? L’Europa obbliga Google ad aprire Android a qualsiasi app di IA

La Commissione Europea ha ordinato a Google di aprire Android agli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti. La misura cerca più concorrenza e più opzioni, ma mette la nostra privacy seriamente a rischio, poiché questi strumenti potranno accedere a funzioni riservate a Gemini e lascerà agli utenti il compito di cercare di capire a cosa accedono, quando e per quale scopo.

Un accesso più profondo ad Android

L’ordine dell’Unione Europea farà sì che i nuovi assistenti, che installeremo come app su Android, possano attivarsi tramite comandi vocali, interagire con le nostre app, completare attività in background e accedere al contenuto dello schermo e alle informazioni di tutti i sensori. Google ha già messo in guardia da questi rischi, e ora insiste sul fatto che ogni permesso extra allarga inutilmente la superficie d’attacco, soprattutto quando parliamo di messaggi, file, posizioni e attività tra applicazioni.

L’Europa afferma che si debbano introdurre tutele, ma la verità è che ogni azienda applica criteri diversi, qualcosa che abbiamo già visto quando Meta ha rivendicato l’accesso all’ecosistema di Apple. La concorrenza è interessante, senza dubbio, ma integrare qualsiasi servizio a un livello così profondo nel sistema richiede controlli tecnici molto rigorosi e nemmeno con essi si può garantire la massima protezione.

Il paragone con Apple, di fatto, è inevitabile. L’azienda di Cupertino ha preferito rimandarne il lancio mentre difende un’architettura incentrata sull’elaborazione locale e su Private Cloud Compute. La possibilità di dover dare accesso all’intero sistema a qualsiasi app di IA, come ora accade a Google, è stata sufficiente a frenare l’arrivo del nuovo Siri AI in Europa. Da parte sua, Apple afferma di mantenere un dialogo con la UE che garantisca sicurezza e compatibilità.

Più libertà, ma con un’enorme responsabilità

Aprire Android può darci assistenti più capaci e personalizzati, ma secondo Google, e anche Apple, lo farà a costo della nostra privacy. La concorrenza apporta valore, senza dubbio, ma solo quando la privacy continua a essere il punto di partenza.

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