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Cina, export di chip quasi raddoppiato: nel primo semestre 2026 vola a 177,28 miliardi

Volumi molto meno in crescita: pesa soprattutto il rialzo dei prezzi

Cina, export di chip quasi raddoppiato: nel primo semestre 2026 vola a 177,28 miliardi

Chema Carvajal Sarabia

  • 14 luglio 2026
  • Aggiornato: 14 luglio 2026 alle ore 18:36
Cina, export di chip quasi raddoppiato: nel primo semestre 2026 vola a 177,28 miliardi

Cina: export di chip a 177,28 miliardi di dollari nel primo semestre 2026

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Nel primo semestre del 2026 la Cina ha messo a segno un aumento enorme nelle esportazioni di chip: i circuiti integrati venduti all’estero sono arrivati a circa 177,28 miliardi di dollari, +96% in più rispetto a un anno prima, secondo i dati delle dogane cinesi. Ma quel numero, da solo, racconta solo una parte della storia. Se si passa dalle entrate alle unità spedite, la crescita appare molto meno spettacolare. Il punto è questo: più che un salto produttivo fuori scala, a pesare è stato soprattutto il rialzo dei prezzi sul mercato globale.

Perché il valore dell’export corre molto più dei volumi

Nel semestre, la Cina ha esportato 179,44 miliardi di unità, sempre secondo i dati doganali cinesi. Tradotto: il valore medio per chip resta attorno a 1 dollaro, una cifra che fa pensare soprattutto a un mix di componenti di fascia bassa o intermedia, non certo a semiconduttori di frontiera.

La distanza tra valore e quantità si vede ancora meglio guardando ai dati dei primi mesi dell’anno. All’inizio del 2026 il valore dell’export risultava in crescita del 72,6%, mentre i volumi si fermavano a un molto più contenuto +13,7%, ancora una volta secondo le dogane cinesi. Il motore, quindi, sono stati i listini. Non un’improvvisa impennata della capacità produttiva misurata in pezzi.

Secondo gli analisti, aumento dei prezzi delle memorie è legata a questo boom è legata all’aumento dei prezzi delle memorie. La domanda di server, infrastrutture di calcolo e componenti ad alte prestazioni ha sostenuto il mercato, mentre diversi grandi produttori hanno spostato più capacità produttiva verso le memorie HBM, cioè High Bandwidth Memory.

Da lì è arrivato anche un altro effetto: meno offerta di prodotti più convenzionali, e quindi un’ulteriore spinta ai rincari.

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Che tipo di chip esporta davvero la Cina

Questi numeri non raccontano per forza un ingresso improvviso della Cina nella produzione dei chip più avanzati. Anzi. Il paniere dell’export sembra composto soprattutto da memorie, circuiti per la gestione dell’alimentazione, microcontrollori e altri semiconduttori costruiti su nodi maturi.

Poi c’è il tema della cosiddetta lavorazione per la riesportazione. Una quota rilevante dei chip può essere incapsulata, testata o assemblata in Cina prima di tornare sui mercati esteri. In sostanza, la Cina continua ad avere un posto centrale nella filiera industriale globale anche quando non gestisce in casa tutti i passaggi più sofisticati del processo.

Non solo chip: salgono anche computer e server

Lo stesso movimento si vede anche in altre categorie dell’elettronica. Le esportazioni di macchine automatiche per l’elaborazione dei dati e delle relative componenti, inclusi computer e server, sono salite del 41,3% nel primo semestre, fino a 138,1 miliardi di dollari, secondo i dati delle dogane cinesi. Un numero che riflette una domanda ancora forte per l’hardware legato ai grandi cicli di investimento tecnologico.

Tutto questo succede mentre restano alte le tensioni tra Stati Uniti e Cina sul terreno dei semiconduttori. Le restrizioni americane sulle tecnologie più avanzate hanno spinto Pechino ad accelerare sulla sostituzione con soluzioni nazionali e sulla ricerca di una maggiore autosufficienza.

Alla fine, i dati del semestre parlano soprattutto di un mercato che ha premiato i prezzi e di condizioni commerciali favorevoli, più che di un sorpasso tecnologico già compiuto. L’export cinese dei chip sta correndo, sì, ma da qui a leggerlo come prova definitiva di una svolta nei semiconduttori di fascia alta ce ne passa.

Segui su Twitter @LauraCeridono.

Chema Carvajal Sarabia

Giornalista specializzato in tecnologia, intrattenimento e videogiochi. Scrivere di ciò che mi appassiona (gadget, giochi e film) mi permette di mantenere la sanità mentale e di svegliarmi con un sorriso sul viso quando suona la sveglia. PS: questo non è vero al 100% del tempo.

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