Spam, Spam, Spam!

Spam, Spam, Spam!

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Spamming, spammare, spammer, spammatore: sono lemmi che ricorrono nelle nostre conversazioni quotidiane e che usiamo in tutte le salse. Il termine spam è entrato, da qualche tempo a questa parte, a pieno titolo nel lessico di ogni giorno, tanto degli smanettoni quanto degli utenti di meno esperti.

A ben 33 anni dal primo messaggio riconosciuto come spam e 13 anni dopo il suo inserimento nel New Oxford Dictionary of English, il termine viene comunemente usato per indicare l’invio massiccio di messaggi indesiderati per mezzo elettronico, generalmente con scopo pubblicitario. L’accezione più comune riguarda i messaggi inviati via e-mail, la cosiddetta junk mail (o UBE, unsollicited bulk e-mail).

Mentre quasi tutti siamo a conoscenza del suo significato, ben pochi sanno quale sia l’etimologia dell’espressione. Te lo sei mai chiesto? Ebbene, sappi che c’entrano il prosciutto e i Monty Python.

Ma procediamo con ordine.

Sicuramente sarà capitato anche a te di ricevere quelle e-mail con un elenco interminabile di destinatari che pubblicizzano chissà quale fantomatico prodotto, oppure quei messaggi che ti annunciano di essere l’unico fortunatissimo essere umano ad essere stato estratto vincitore di chissà quale fantastico premio. Spam è tutto questo tipo di pubblicità indesiderata, che spesso viene inviata grazie agli indirizzi raccattati dalle catene di Sant’Antonio (per evitare queste spiacevoli conseguenze impara a usare bene i campi dei destinatari delle e-mail).

Ho sempre fatto uso di questo termine e derivati, ma sinceramente non avevo mai indagato sulla sua origine. È stato inaspettatamente, mentre leggevo uno scritto del discorso di John Keane al Parlamento australiano (c’è chi legge anche questo genere di cose…), che mi sono imbattuto in un riferimento sulla curiosa e quantomeno inconsueta origine dell’espressione.

In principio lo Spam (Shoulder of Pork and Ham) è un prodotto alimentare costituito da carne in scatola precotta. Particolarmente popolare nel dopoguerra, divenne poi parte della cultura pop e oggetto di molte battute che alludevano al suo contenuto misterioso. Il prodotto appare anche in un breve sketch dei Monty Python datato 1970, chiamato per l’appunto Spam, dove due coniugi, Mr e Mrs Bun, vengono calati in un bar pieno di vichinghi. Quando chiedono alla cameriera cosa ci sia da mangiare, questa elenca un menu in cui la carne Spam è praticamente onnipresente. Il termine viene ossessivamente ripetuto durante tutto lo sketch in un esilarante crescendo, che rende perfettamente l’idea di cosa sia lo spam nell’accezione contemporanea.

 

 

Esistono poi più versioni su come il vocabolo sia entrato nell’uso corrente. La prima e-mail Spam riconosciuta come tale risale al 1978, mentre la prima volta che il termine fu usato in tale accezione da un gran numero di persone risale al 1994, quando una coppia di avvocati mandò una e-mail a un gran numero di indirizzi, pubblicizzando dei servizi giuridici per l’immigrazione. L’episodio divenne noto come il “Green Card Spam”, ed è probabilmente a partire da questo episodio che l’espressione guadagnò popolarità e prese piede nella comunità di Internet.

Nonostante siano passati gli anni, oggi i più grandi Internet provider rivelano che lo spam occupa tra 1/3 e 2/3 della capacità dei loro server. Lo spamming viene ritenuto un illecito dai sistemi legislativi di molti paesi perché intasa sia i server del provider sia la casella di posta dell’utente contro la loro volontà, spesso nonostante i filtri anti-posta indesiderata inclusi in servizi di webmail come Gmail.

Tuttavia, per arginare il problema possiamo ricorrere a filtri anti-spam, presenti in molti anti-virus come Avast e Kaspersky oppure installare specifici filtri anti-spam come SpamBayes o SPAMfighter. Se usi un Mac puoi provare l’ottimo SpamSieve.

Non trovi anche tu che l’origine del neologismo Spam sia assolutamente geniale ed esilarante?

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